Il nuovo che avanza

Enas e Lore sono due ragazzini dalla pelle scura che da soli, senza genitori, vanno ad abitare in un condominio ‘bene’. Tutto il vicinato si scatena nelle più fantasiose ipotesi: c’è chi sostiene che siano attori di una famosa fiction, chi ritiene che possano appartenere soltanto a una famiglia ricca e strana, si sa come sono i ricchi. E se invece fossero due loschi delinquenti? Perché a guardarli bene qualche atteggiamento sospetto ce l’hanno, e dal loro appartamento proviene un rumore continuo, un rumore come di biglie di vetro… Il dottor Jeckill è un chirurgo plastico che cerca di convincere le proprie pazienti che l’esteriorità non è tutto con le sue frasi adulatrici e i suoi luoghi comuni. Dà loro come cura impacchi al bergamotto, attività fisica e vita sana, ma le sue pazienti sono donne concentrate soltanto su loro stesse, sulla loro bellezza esteriore, pronte soltanto a lamentarsi in favore di “un ritocchino”. Completamente ignare del fatto che egli sia pronto a trasformarsi in un mostruoso e diabolico Mr. Hyde privo di ogni ipocrisia, ma capace anche di gesti atroci... Sessantaquattro tipi di dentifricio contati al supermercato, ancor di più se si tirano in ballo shampoo, deodoranti e gli altri articoli per la pulizia del corpo. Un segno evidente del consumismo imperante di un progresso che tutto poteva essere fuorché necessario. E se a contarli al supermercato è chi a forza di studiare la formula chimica per il miglior dentifricio è ammattito, l’effetto può essere a dir poco devastante...

Ma chi lo dice che la modernità è sempre e per forza soltanto positiva? Davvero ciò che è nuovo non ci inganna mai e non è in realtà un puro specchio per allodole? Intorno a questi e altri quesiti si muove Il nuovo che avanza, antologia di racconti all’apparenza umoristici e grotteschi, ma demoralizzanti appena ci si ferma a pensare. Letto quasi venticinque anni dopo la data di pubblicazione (1989) inevitabilmente fa porre un’altra domanda: siamo così sicuri che la crisi di oggi - ancor prima che economica direi sociale e culturale - non sia anche figlia di quegli anni e di quell’apparire è più importante che essere che iniziava a spopolare e che poi ha proseguito la sua corsa fino ad oggi? La mia sarà pure retorica, ma è così che ci si sente dopo aver letto queste poche pagine. Considerando che questa fu la prima prova narrativa del giornalista Michele Serra, che fino a quel momento si era cimentato con testi di natura diversa, da un saggio su Gaber (Giorgio Gaber. La canzone a teatro), al reportage Tutti al mare, ben ragione ebbe Tullio De Mauro a definirla come “la sua felice capacità di catturare in anteprima quelli che solo molto tempo dopo altri avvertono come intollerabili luoghi comuni”. E sebbene siano stati scritti quasi un quarto di secolo fa i racconti de Il nuovo che avanza restano terribilmente attuali. Più che mai.



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