Il paese delle prugne verdi

Il paese delle prugne verdi
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Nella plumbea Bucarest degli ultimi anni del regime di Ceausescu la giovane Lola, proveniente da un paesino povero del sud della Romania, vive al dormitorio studentesco un'esistenza grama fatta di lezioni noiose, cori patriottici incessantemente diffusi dagli altoparlanti, pomeriggi passati a tagliarsi le unghie sui tram o impegnata in interminabili riunioni in una sezione del Partito Comunista e serate passate a prostituirsi nei parchi pubblici in cambio di un po' di detersivo in polvere o di frattaglie animali che poveri operai dai modi rudi hanno trafugato durante il loro lavoro. Quando Lola viene violentata dal professore di Ginnastica cade in una profonda depressione e viene trovata impiccata in un armadio del dormitorio con una cintura appartenente a una sua compagna di stanza. Il suicidio ricade su di lei come un'onta, e Lola viene espulsa dal Partito, pubblicamente dileggiata e dimenticata più in fretta possibile. Ma la sua compagna – quella della cinta – e altri tre amici non possono e non vogliono dimenticarla, e cominciano a fare illazioni sulla sua fine e a fare pazzi progetti di fuga dalla Romania. Questo attira ben presto lo sguardo dello spietato e laconico capitano di Polizia Pjele, che inizia a fare indagini su di loro e a minacciarli...
Ceausescu è malato di questo e deve ricoverarsi all'estero, Ceausescu è malato di quello e ha i giorni contati, Ceausescu si prolunga la vita grazie a trasfusioni di sangue prelevato da neonati con un sondino nel cranio. Le dicerie si rincorrono, su questo dittatore onnipresente e apparentemente onnisciente che ha spie dappertutto e non tollera alcuna forma di dissenso. Nessuno sa cosa è vero e cosa no, tutti vivono sprofondando giorno dopo giorno in un cupo terrore. Nessuna deviazione dalla cultura ufficiale è possibile, nemmeno trovare rifugio come fa la protagonista di questo bel romanzo nei ricordi di una infelice infanzia contadina, nei canti popolari, nella tradizione della minoranza tedesco-romena. E' anche la storia di Herta Müller, dissidente emigrata in Germania nel 1987, alla vigilia del crollo del regime totalitario romeno, che ci regala un romanzo vibrante e vero raccontato con uno stile secco e sognante al tempo stesso. Il libro ha vinto premi in tutta Europa: due su tutti, l'Impac Dublin Literary Award e il Premio Kleist.

 

 

 

 
 
 
 
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