Il paradiso degli orchi

Il paradiso degli orchi
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Davvero bizzarra la vita di Benjamin Malaussène, figlio primogenito di una madre perennemente in fuga d’amore, che conclude ogni avventura sentimentale con un nuovo pargolo. I suoi fratelli sono: Thérèse, una specie di Cassandra dei nostri giorni con doti di chiaroveggenza che all’inizio non sono prese molto sul serio; Clara, che vede il mondo attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica; il pestifero Jeremy e il Piccolo, con i suoi occhiali rosa che deve indossare per placare i suoi incubi. C’è poi Louna, la secondogenita, infermiera, alle prese con una gravidanza che medita di interrompere per paura di perdere il compagno, il medico Laurent, non ancora pronto per la paternità. I fratelli Malaussène vivono a Belleville, multietnico e variopinto quartiere parigino del 20° arrondissement, nei locali della ex “quincaillerie” (ferramenta) della madre; Ben, al 5°piano dello stesso edificio insieme al cane Julius, che poi si scoprirà essere epilettico. Bizzarro è anche il lavoro di Benjamin Malaussène: ufficialmente impiegato del Controllo Tecnico del Grande Magazzino, in realtà “Capro Espiatorio”; è pagato infatti per essere umiliato e accusato di incompetenza da un suo superiore davanti ai clienti inferociti venuti per fare reclamo in modo che questi, mossi a compassione, rinuncino al risarcimento. Suoi amici e compagni di lavoro sono Théo, il collega omosessuale dai vestiti improbabili, e la guardia notturna Stojilkovitch, un veterano jugoslavo con cui fa lunghe partite a scacchi. A sconvolgere ulteriormente la complicata vita di Benjamin Malaussène, una serie di bombe che esplodono nel Grande Magazzino, sempre in luoghi dove lui è appena passato... coincidenza che contribuirà a farlo diventare il principale indiziato. Proprio poco prima dello scoppio della seconda bomba, Ben conosce Julie, una giornalista d’assalto, accusata di taccheggio dall’addetto alla sorveglianza Cazeneuve. La “zia Julia”, come viene chiamata al principio, inizierà con Ben una storia d’amore destinata a durare...

Il Paradiso degli Orchi (si tratta - per la cronaca - degli esseri che popolano l’immaginario del Piccolo) è il primo libro del cosiddetto Ciclo di Malaussène, sette romanzi (sei nell’edizione italiana) dedicati alle vicende dell’atipica realtà quotidiana di Benjamin Malaussène e famiglia. Il titolo (in francese Au bonheur des Ogres) richiama quello del celebre Au bonheur des Dames (Il Paradiso delle Donne) di Emile Zola, anch’esso ambientato in un grande magazzino. Pubblicato all’inizio nella serie Noire di Gallimard, il libro è un poliziesco atipico. Pur avendo tutti gli elementi classici del genere (trama gradevole e scorrevole, una buona dose di suspence, numerosi colpi di scena spesso imprevedibili) è un romanzo in cui la storia (assolutamente surreale) finisce con l’essere in secondo piano rispetto ai personaggi. La scrittura di Pennac è permeata di un sottile umorismo diretto, mai volgare, mai scontato. Il linguaggio è colloquiale, colorito, quasi onomatopeico e fotografa alla perfezione la realtà del quartiere in cui si muovono i personaggi. Lo stile è grottesco al punto di essere capace di trasformare in spaventosa una situazione romantica e in tenera una situazione terrificante. Daniel Pennac - che non a caso ha alle spalle decenni di esperienza come professore di Francese - insegna attraverso le sue opere che una storia può essere raccontata come fosse la realtà e la vita vera come si trattasse di un romanzo e ribadisce il concetto di lettura come piacere, momento di divagazione e non come sterile costrizione.

Leggi l'intervista a Daniel Pennac

 

 

 

 
 
 
 

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