Il paradosso terrestre

Il paradosso terrestre

Un banale disservizio da parte di un scontroso commesso in un negozio di elettrodomestici scatena una disastrosa guerra mondiale in uno spassoso effetto di eventi a catena… Il circo Monteburron presenta al pubblico la sua attrazione principale, l’Uomo Onesto!... Un uomo ha l’apparato affettivo completamente privo di difese e potrebbe innamorarsi di chiunque… Alla morte del nonno, Aldo non sembra provare nessuna tristezza, nessuna emozione. I genitori preoccupati di tanta anaffettività lo sottopongono a tutti gli esami medici conosciuti, per poi scoprire che… Quando Dio creò il mondo scelse il cavallo come suo animale prediletto, eppure qualcosa andò storto quando il cavallo conobbe due bipedi dalla pelle rosa… Uno stilista, improvvisamente, inizia a provare un moto interiore che non sa definire, un’esperienza catartica tra il bene ed il male, qualcosa che la sua coscienza cerca di dirgli, eppure gli resta il dubbio che questo nuovo intimo tormento sia solo l’insalata di mare andata a male…

Già edita da Aliberti nel 2009 ed ora ristampato da Einaudi dopo l’assolo di Un calcio in bocca fa miracoli, Il paradosso terrestre è una raccolta di racconti nati dalla fervida mente di Marco Presta, meglio noto come autore e conduttore, insieme ad Antonello Dose, della trasmissione-cult “Il Ruggito del Coniglio” su Radio2. Trattasi di ben ventuno racconti brevi, dal taglio ironico, caustico e velatamente cinico, molti dei quali ci presentano spesso situazioni assolutamente inverosimili ed altre volte pericolosamente vicino a noi. Presta gioca astutamente su esagerazioni, ribaltamenti e personaggi decisamente inconsueti, ma fa soprattutto leva sull’assurdo per portarci, in un certo qual modo, lontano dal realtà, ma solo per farcela osservare meglio. Indiscutibile è, poi, il livello che il libro tiene per tutta la sua durata, nonostante la quantità di testi differenti, senza brutte sorprese a metà lettura. Presta è bravo, quando scherza sa essere dannatamente serio; ogni racconto ruba pochi minuti e sa catturare tutta l’attenzione necessaria; si ride spesso e si riflettere, più che altro sulla nostra Italia e sui suoi italiani, quelli degli impicci, del poco buon senso, quelli che, forse, non ci hanno capito molto o che almeno ci provano.



 

 

 

 
 
 
 

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