Il patto dell’abate nero

Il patto dell’abate nero

Alghero, 1460. Il mercante ebreo Simeone de Lunell incontra l’agente commerciale di un potente uomo d’affari fiorentino, Teofilo Capponi. Stanno conducendo una delicata trattativa che riguarda le informazioni sull’esatta ubicazione del leggendario tesoro di Gilas d’Orcania, un saraceno di cui si sono perse le tracce ai tempi di Carlo Magno. Nel frattempo a Firenze, Bianca de’ Brancacci, moglie di Teofilo Capponi, viene a conoscenza di questa trattativa e si convince che quel misterioso tesoro ha a che fare con la scomparsa di suo padre Teodoro, avvenuta anni prima. C’è solo una persona che può aiutarla nell’impresa: il ladro fiorentino Tigrinus, il quale dovrà recarsi ad Alghero e spacciarsi per Teofilo Capponi, che nel frattempo è stato ucciso proprio da Bianca, e prendere informazioni. Come se non bastasse, Bianca ha accusato dell’omicidio proprio Tigrinus, che nasconde un tesoro inestimabile da sempre desiderato dal capo incontrastato della città, Cosimo de’ Medici. Un tesoro sul quale qualcuno ha messo le mani mentre il ladro era fuori Firenze: la Tavola di Smeraldo. Giunto ad Alghero insieme al fidato nano Caco, Tigrinus si imbatte in una vicenda che nasconde molti segreti e che mette a repentaglio la sua stessa vita…

Torna lo scrittore Marcello Simoni con il secondo episodio della Secretum Saga, la trilogia ambientata nella Firenze del Quattrocento che ha come protagonista Tigrinus, ladro dalle origini oscure, scaltro, irriverente e libertario, le cui vicende si intrecciano a quelle della famiglia dei Medici. Il patto dell’abate nero è un thriller storico che immerge il lettore nella società rinascimentale, fondata sullo strapotere economico della classe mercantile; una macchina collaudata che mescola verità storiche e finzioni narrative, intrighi, macchinazioni, viaggi avventurosi, fughe e inganni. Il tutto impreziosito da una scrittura dal sapore antico, che porta a galla termini del tempo, gerghi e modi di dire. Anche questa volta, quindi, dopo L’eredità dell’abate nero, Simoni confeziona un romanzo completo, che si regge su uno stile che non concede pause attraverso i ripetuti cambi di prospettiva e i continui colpi di scena. Non resta che attendere, dunque, la conclusione di una trilogia che solo alla fine, forse, scioglierà tutti i nodi sull’abate nero e che dimostrerà, ancora una volta, la perizia dell’autore di Comacchio nel dar vita a storie avvincenti, costruite attraverso meccanismi narrativi complessi, che si possono scardinare solo con il piacere della lettura.



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