Il peso dell’oro

Il peso dell’oro

La studiosa francese Coline Dubois, esperta filologa e traduttrice di lingue antiche, viene rinvenuta cadavere a seguito di una caduta dalla finestra della torre sud del Castello Ursino. La studiosa era stata chiamata da Ruggero Lavini, direttore del centro del restauro dell’antico monumento, per tradurre antichi manoscritti trovati a Siracusa qualche mese prima. E pure se la caduta dalla finestra può sembrare apparentemente un incidente, gli inquirenti non si sentono di escludere la pista dell’omicidio. Ma chi può volere morta una esperta di lingue antiche? A meno che la stessa non abbia scoperto qualcosa di davvero pericoloso e compromettente. Ma cosa? Il mistero e il presunto omicidio bastano a risvegliare dal suo torpore Isabella De Clio, giovane archeologa siciliana con una vita privata a pezzi e un senso di solitudine profonda che non le fa godere più neppure le gioie di un lavoro che da sempre l’appassiona. Ma Isabella ha anche una passione irresistibile per le indagini e si considera una investigatrice provetta, perciò comprende subito che dietro la morte di Dubois c’è qualcosa che puzza e lei vuole andare a vedere di persona. Insistendo e sgomitando Isabella riesce a scoprire che a Siracusa sono stati ritrovati papiri attribuiti a Archimede che a loro volta rimandano al famoso e criptico Codex rescriptus, un testo insieme affascinante, misterioso e pericoloso. Tra rischiosi intrighi, morti e enigmi storici che fine farà Isabella? E chi riuscirà a svelare l’enigma legato alla famosa corona d’oro di Archimede?

Al celebre autore Glenn Cooper questo giallo storico di Barbara Bellomo è piaciuto molto, tanto da raccomandarlo anche ai lettori di genere. In realtà, Il peso dell’oro di storico ha poco. Almeno non al livello di romanzi come Mondo senza fine o La cattedrale del mare. Certo, c’è l’assedio di Siracusa da parte dell’esercito romano guidato dal console Claudio Marcello e qualche nozione di archeologia o latino medievale qui e là, ma in realtà ci sono più sentimento e introspezione psicologica, soprattutto concentrati sulla protagonista. In compenso la parte del giallo e della suspense ci sono eccome e qui i lettori si possono deliziare sul serio. Enigmi e misteri. Uccisioni e intrighi internazionali rendono il nuovo romanzo della Bellomo un giallo a tutti gli effetti. Godibile e a tratti molto elaborato. La trama “regge” in ogni pagina ed è originale quanto basta a confermare l’autrice come una delle più ispirate della nostra penisola. Molto bella anche la scrittura, colta per deliziare e misurata per non annoiare. Indovinato anche lo stile, che adeguandosi alla trama come un guanto fa comprendere quanto la Bellomo curi ogni particolare dei suoi scritti. Il peso dell’oro pertanto è un giallo godibile e appassionante che se avesse avuto una copertina migliore sarebbe stato anche di migliore impatto in libreria. Ma non si può volere tutto, da un libro.



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