Il popolo del Duce

Il popolo del Duce
Esiste un archivio, quello delle Segreteria del Duce, che contiene 4227 buste. Ben poco, se si pensa che la Segreteria Personale venne creata per fare fronte al grandissimo flusso di lettere inviate a Mussolini da ogni parte di Italia: ben 1500 al giorno. Di questo archivio 122 buste sono etichettate come “Sentimenti per il Duce”, a sottolineare che al capo del Fascismo si scriveva per ogni cosa: per presentare una supplica, un incoraggiamento, per esprimere gratitudine o mandare gli auguri di compleanno. “Tutta la nostra speranza è in Lei che amiamo come un Padre…”, “Lei che aiuta tutti, aiuta o Duce anche una povera vecchietta priva di tutto…”, “Duce, io vi venero come si sogliono venerare i Santi…” tra gli esempi. 122 lettere non sono, ovviamente, un’immagine del tutto rappresentativa del rapporto tra Mussolini e il popolo italiano (considerando anche l’alto tasso di analfabetismo) ma possono essere un punto di partenza, soprattutto se messe insieme alla letteratura memorialistica e ai diari, per scrivere una “storia emotiva dell’Italia fascista”...
Christopher Duggan sfrutta tutta questa documentazione per ricostruire l’ampio consenso che il Fascismo ebbe tra il popolo italiano, un consenso costruito quasi interamente sulla figura stessa di Mussolini, mitizzata fino alla trasfigurazione religiosa. Non è un caso che questo libro sia stato scritto da uno studioso inglese: ci vuole infatti una bella dose di imparzialità per mettere le mani in un argomento come quello dell’ampio consenso popolare che permise alla dittatura fascista di governare per vent’anni in Italia. Duggan in realtà non aggiunge nulla di nuovo a quanto già detto dalla storiografia ufficiale, il suo merito è però quello di girare la prospettiva della Storia e di guardarla dal punto di vista delle masse, senza ideologismi di alcun tipo. Il popolo del Duce è un libro storiograficamente accurato, che ha il solo limite di non poter contare su una documentazione così ampia da essere inconfutabile (ma quando e come sarebbe possibile esserlo?). Tuttavia il lavoro fatto da Duggan è ottimo, e il saggio può essere ben letto anche da un semplice lettore curioso, senza restare chiuso nei circoli universitari “degli addetti ai lavori”. 

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