Il presidente è scomparso

Il presidente è scomparso

White House, giovedì 10 maggio. Il presidente Jonathan Duncan si trova nella Sala Roosevelt per fare una prova generale del processo che lo attende il lunedì seguente: dovrà testimoniare davanti alla Commissione speciale a causa del mancato intervento in Algeria nei confronti del terrorista Suliman Cindoruk e rispondere inoltre di un dubbio scambio telefonico con questo criminale. Tuttavia il capo della Casa Bianca ha problemi ben più urgenti a cui pensare: la tabella di marcia è serrata. Il primo mattino del venerdì c’è una riunione con i suoi collaboratori più stretti per decidere le prossime mosse politiche, poi la visita di rito dalla dottoressa: il signor Duncan è infatti affetto da TPI – trombocitopenia immune ‒, una malattia ematica che fa causa una cronica scarsità di piastrine nel sangue. E negli ultimi giorni è peggiorata. Eppure ci sono questioni più importanti: alle 17.00 è atteso ad un incontro decisivo. Una ragazza, dopo le adeguate perquisizioni,viene fatta entrare nello Studio Ovale. Da lei dipende il futuro prossimo della nazione. Questa ragazza, per un qualche assurdo motivo, vuole collaborare con gli Stati Uniti e sventare la minaccia a cui stanno andando incontro. In due parole: Tempi Bui, parola chiave nota ad una stretta cerchia di persone. E per saperne di più, il presidente deve presentarsi ad un altro incontro la sera stessa, da solo, non accompagnato dal Secret Service...

Dietro questo thriller all’ultimo respiro c’è un’insolita (ed inedita) collaborazione. Lo scrittore più ricco del mondo, James Patterson, e l’ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, insieme per raccontare una storia avvincente, già diventata bestseller negli USA e di cui Showtime Networks Inc. ‒ sussidiaria della CBS Corporation, una dei maggiori network televisivi statunitensi – sta sviluppando una versione televisiva. Se per James Patterson questo successo letterario non è una novità (le serie di Alex Cross, di Maximum Ride, di Micheal Bennet, solo per citarne alcune, parlano per lui), per Bill Clinton è invece una questione diversa. Il presidente divenuto famoso in Italia soprattutto per il Sexgate – di Monica Lewinsky hanno sentito parlare anche i muri ‒, in realtà è stato uno dei più popolari dalla Seconda Guerra Mondiale in poi: come lui, solo Roosevelt e Reagan. Bill Clinton ha saputo, in politica estera, avviare un processo di pace tra Arafat (presidente dell’OLP) e Rabin (Primo Ministro israeliano) culminato con gli accordi di Olso del ‘91; inoltre i suoi due mandati (conclusi alla vigilia del tragico attentato alle Torri Gemelle), sono stati tra i più prosperi e pacifici della storia americana. Ed ora, nell’Anno Domini 2018, dopo aver appoggiato la candidatura di Obama prima e quella di sua moglie Hillary poi, si è ritrovato con le mani in pasta ne Il presidente è scomparso. Questo romanzo porta chiaro il segno dei suoi autori: da un lato sono dettagliate le descrizioni della Casa Bianca, così come i vari processi decisionali ed altre specificità legate al ruolo del presidente; dall’altro netto è il taglio decisamente avventuroso, ricco di azione, avvincente e ricco di colpi di scena. Peccato solo per la continua esasperazione delle situazioni e i risvolti quanto mai improbabili ed impensabili, che ricorrono con eccessiva – quasi maniacale ‒ frequenza.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER