Il principe Lestat

Il principe Lestat
“L’ho sentita anni fa. Stava farfugliando da parecchio tempo”. La prima volta è successo quando era sdraiato da anni sul pavimento di una cappella a New Orleans. La Voce, maschile, farfugliava e mescolava lingue antiche e moderne, e lui non aveva saputo cosa pensare. Forse era un Antico che dormiva lì accanto da qualche parte. O forse lui stava impazzendo, come un mortale qualunque. “Ascoltami, vieni da me”. Chi è? Cosa vuole? Lestat è sempre riuscito ad ignorarla. Poi la Voce ha taciuto, a volte anche a lungo. “Nei primi anni del XXI secolo cominciò  a parlare in inglese”. Ripetitiva, insistente, fastidiosa. Sono anni difficili per Lestat, la solitudine gli pesa da troppo tempo ormai, giovani vampiri vagabondi si moltiplicano ovunque e creano disordine, risse, guerre. Forse lui sente, ancora e di nuovo, la mancanza di Louis, che adesso vive con Armand a New York… Ma la Voce ora si insinua nelle menti di tutti i Bevitori di Sangue sparsi nel mondo e li spinge gli uni contro gli altri. Qualcosa di grave sta succedendo nel mondo dei Figli delle tenebre e lo minaccia. “Quando mai sono stato dalla parte della legge e dell’ordine?” pensa Lestat. Eppure solo lui può fare qualcosa…
Sono passati dieci anni da quando Anne Rice ha interrotto Le cronache dei vampiri cominciate con Intervista col vampiro, romanzo cult che ha segnato un’epoca e dato inizio - o nuovo vigore e fama - alle numerosissime storie ispirate ai suoi personaggi, i Non Morti, le creature della notte più amate di sempre. Inutile tornare qui a parlare di Polidori o di Bram Stoker, basti ricordare, appunto, gli esordi di Lestat, raffinato, sensuale, elegante, ambiguo, fascinoso e affascinante, alle origini del mondo immaginifico creato con maestria dall’americana Rice. Dopo essersi dedicata ad altre storie dal sapore storico-religioso e ad altri personaggi assai meno amati dai suoi numerosissimi fan, l’autrice decide di scrivere l’undicesimo capitolo della saga (ha detto che Lestat è tornato a raccontarle di sé), nel quale, dopo un inizio che comprende un riassunto della genesi e anche un interessante glossario vampiresco, ogni capitolo è dedicato ai diversi personaggi sparsi nel mondo: Armand, Maharet, Pandora, Marius, Mekare, insomma tutti i protagonisti dei romanzi precedenti dei quali torna a seguire i destini, al di là della trama, qui non troppo elaborata, che li unisce. È consigliabile, infatti, leggere Il principe Lestat dopo aver seguito l’intera saga ed evitare di cominciare da questa lettura che potrebbe, in questo caso, creare notevoli difficoltà al lettore. La scrittura della Rice è sempre ricca, d’ampio respiro, tesa ad approfondire la psicologia dei personaggi. I Vampiri – e Lestat su tutti – sono sempre creature intriganti con il loro fascino misterioso e maledetto. Impossibile non continuare ad innamorarsene. Tra l’altro, pare che sia già pronto un altro capitolo con nuovi sviluppi, quindi conviene non distrarsi. Romanzo bello e imperdibile, dunque, per i fan delle Cronache. Con una sola avvertenza: Intervista col vampiro resta un’altra cosa.

 

 

 
 
 
 

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