Il profumo segreto dei fiori

Il profumo segreto dei fiori

In quell’aprile del 1956, Iris Turner sale su un treno. Ha lasciato il suo posto di lavoro nell’amministrazione pubblica dopo diciassette anni di onorato servizio e sta raccontando questi particolari della sua vita ad Alexander, un perfetto sconosciuto che però viene da Londra come lei. Ha fatto tappa a Parigi come Iris (soltanto che lui per una festa!) e sta andando a Cannes, proprio come lei (ma lui rientra a casa). Iris è, invece, proprio inglese. Ha raggiunto la Gare du Nord a Parigi, realizzando che lì tutti parlano francese, particolare che ‒ seppure normalissimo ‒ non manca di angosciarla. Si è studiata a memoria tutto il tragitto che dalla stazione la condurrà in albergo. Il tè nel thermos e i panini preparati per il viaggio saranno la sua cena, così non dovrà per forza parlare, visto che continua a chiedersi se durante le lezioni della signora Barker abbia mai imparato anche solo una frase. La mattina dopo, un taxi la porta alla Gare de Lyon e lo stesso tassista la corregge, vista la sua pronuncia sbagliata: “à la guerre”, in pratica ha appena chiesto di andare in guerra, scambiandola per la stazione! Finalmente si trova sul treno, in viaggio per Cannes. Alexander appena arriva si addormenta ed è un altro passeggero che prova insistentemente a fare conversazione. In modo piuttosto scocciato Iris dichiara di essere inglese e lo ignora. Pensa a Cannes, dove troverà l’autista del suo nuovo datore di lavoro ad attenderla nell’atrio del Carlton Hotel...

Intrigante dalla prima parola all’ultima. Per la storia, intrecciata tra continenti, attività, periodo storico. Per il fascino dei personaggi, alcuni dei quali inizialmente molto complessi. Per i profumi e il loro legame non soltanto con il fiore di riferimento, ma anche con un particolare sentimento umano. L’ambiente è, infatti, l’interno della Costa Azzurra e il territorio è quello vicino a Grasse, patria dei profumi. Non a caso il protagonista è proprio un “naso”, purtroppo non vedente a causa del diabete, purtroppo vicino alla fine dei suoi giorni, ma comunque capace di un olfatto di prim’ordine, fosse solo per quelle cellule cerebrali legate al ricordo e quindi ancora in grado di creare fragranze come quelle di un tempo che hanno avuto molto successo in tutto il mondo e ugualmente destinate ad averne ancora, come per “Iridescence” dedicato a Iris, quella che per alcuni mesi sarà la sua segretaria e soprattutto la sua confidente, proteggendolo dalla bramosia di soldi della moglie. Hammond Brooke è un uomo che oltre al fascino di essere un creatore di profumi famosi come “Aurélie”, è stato un famoso profumiere, figlio di generazioni di profumieri titolari della Maison di famiglia che ha poi ereditato. Grande la capacità di Amanda Hampson di inserire colpi di scena fino all’ultimo e soprattutto grande la modalità di tenere l’amore in sottofondo pur se tutta la storia ne è permeata. E c’è pure quel... “alla fine i cattivi saranno puniti”, con cui, ogni tanto, ci fa piacere che le storie finiscano, in barba a soprusi e sotterfugi!



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