Il programma di Licio Gelli

Il programma di Licio Gelli
Licio Gelli, dopo aver militato nella guerra di Spagna del 1936, lo ritroviamo dapprima tra i fondatori della Repubblica Sociale Italiana e successivamente collaboratore dei partigiani. Nel dopoguerra, facendo leva su influenti appoggi politici, da manager per aziende che producono materassi a Frosinone e Arezzo diviene possessore di un impero finanziario con forti ramificazioni in Sud America. Esponente di rilievo della massoneria italiana, fonda la loggia Propaganda 2: una rete tentacolare di connivenze politiche, economiche e militari decisa ad attuare un “Piano di rinascita democratica”, che prevede tra i punti salienti la costituzione di un bipolarismo partitico, il controllo dei mezzi d’informazione, la riforma della giustizia, la ristrutturazione degli organi politico amministrativi e il predominio del governo sul parlamento. Come non riconoscergli, alla luce delle risultanze dell’attuale quadro politico, un ruolo di ispiratore, tenuto conto inoltre che gran parte dell’odierna classe dirigente proviene dalle liste di quell’associazione massonica?
Antonella Beccaria, cronista attenta e puntigliosa della quale i lettori hanno già avuto modo di apprezzare le capacità d’indagine nei precedenti libri Uno bianca e trame nere e Pentiti di niente, in questo nuovo breve saggio si cimenta nell’analisi dettagliata di tutte le strategie adombrate dal Venerabile capo della P2 che sono state recepite e messe in atto nel corso degli ultimi anni. Ma anche nella trascrizione dei nomi di tutti quei personaggi, allora iscritti nelle liste della loggia massonica, e che oggi occupano posizioni di rilievo nel mondo della politica, dell’economia e dell’informazione. Senza mai dare, apparentemente, l’impressione di volersi spingere oltre i limiti di una pur sconcertante constatazione, la Beccaria in realtà conduce un gioco serissimo su di un argomento serissimo, consegnandoci un’inquietante chiave di volta nell’interpretazione dell’attuale realtà del nostro paese. Portando in luce un sotterraneo gioco di potere che corrode, a nostra insaputa, le fondamenta stesse del sistema democratico in cui viviamo.

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