Il quinto giorno

Il quinto giorno

Leon Anawak è uno zoologo di Vancouver, un biologo marino di etnia inuit specializzato nello studio del comportamento dei cetacei. Sotto i suoi occhi, improvvisamente, balene grigie, orche e megattere - esseri solitamente pacifici - cominciano ad attaccare e affondare le imbarcazioni uccidendo senza pietà gli occupanti. Intanto in Perù un enorme banco di pesci si compatta sotto la superficie dell'acqua impedendo a un pescatore di riemergere. Le coste americane invece sono invase da granchi bianchi e ciechi infestati da una terribile alga killer, la pfiesteria, che uccide chiunque ne venga a contatto e provoca un'ecatombe a New York, Boston e altre città. La stessa alga, diffusasi attraverso pesce contaminato, causa terribili epidemie in Francia. E come se non bastasse grandi imbarcazioni sono attaccate e affondate da giganteschi banchi di cozze abnormi, meduse velenosissime colpiscono le coste australiane e sudafricane, terribili vermi infestano i fondali marini diffondendo batteri nell'idrato di metano e provocando una destabilizzazione del territorio tale da causare una frana di proporzioni gigantesche. Conseguenza di ciò, un mastodontico tsunami che spazza via quasi completamente le coste del Mare del Nord, provocando milioni di vittime e incalcolabili danni alle infrastrutture. La destabilizzazione degli idrati di metano è responsabile anche della scomparsa della corrente del Golfo e del conseguente sconvolgimento del clima mondiale. La sopravvivenza della specie umana è in pericolo: gli Stati Uniti, per mezzo del generale Judith Li, consigliera del presidente, organizzano una task force internazionale di esperti militari, biologi marini, scienziati e zoologi. Di questo gruppo, riunito in gran segreto, fanno parte anche Anawak e il biologo marino norvegese Sigur Johanson...
Il quinto giorno
è indubbiamente un thriller originale e pieno di colpi di scena, capace di tenere vivo l’interesse del lettore fino all’ultima pagina, però è altrettanto indubbiamente anche troppo lungo (1032 pagine!), pieno di frasi, parole, periodi che si sarebbero potuti evitare senza nulla togliere alla storia, anzi! Troppe le nozioni scientifiche: il linguaggio eccessivamente tecnico toglie ritmo alla lettura, rendendola a tratti faticosa (bisogna comunque dare merito all’autore dell’enorme lavoro di ricerca e documentazione che ha compiuto per dare fondamento scientifico agli argomenti trattati). Manca inoltre una vera e propria caratterizzazione dei personaggi, trattati in maniera fredda e impersonale; sono funzionali alla storia, però non si dà peso alle loro vicende personali (fatta eccezione in parte per Anawak e Johanson), per cui resta difficile immedesimarsi o simpatizzare con l’uno o l’altro. Molti i temi trattati o sfiorati: ecologia, etica, scienza, religione, filosofia, rapporto uomo-ambiente; molti gli spunti di riflessione interessanti; molti i luoghi comuni: religione oppio dei popoli, americani guerrafondai in preda a delirio di onnipotenza, europei più saggi etc etc. Una curiosità sul titolo italiano (la traduzione letterale dell'originale sarebbe infatti Lo sciame): Il quinto giorno è un riferimento alla Genesi: “Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

 

 

 

 
 
 
 
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