Il ragazzo ombra – Un diario vittoriano

Il ragazzo ombra – Un diario vittoriano

Robert Stuart Moncliff è un artista. Di chiara fama. Le sue opere sono molto apprezzate, sia che si tratti della sua produzione figurativa sia che si rivolga l’attenzione ai suoi scritti, in particolare romanzi. Ha trentatré anni nell’autunno del 1901, è dunque ancora abbastanza giovane ma al tempo stesso appartiene a un’età nella quale non è affatto insolito né ingiusto cominciare a pensare all’idea di un primo bilancio, per vedere dove si è sbagliato e che cosa si può fare meglio per avere un futuro migliore. Ciò che più di ogni altra cosa lo tormenta è un ricordo che risale a venti anni prima, qualcosa che avrebbe potuto essere e che in fondo, nonostante tutto, in effetti non è stato. È chiuso nel castello scozzese che appartiene alla sua famiglia e rilegge il suo diario, e si accorge che la cosa che più gli fa male e gli pesa è un’assenza, quella di un ragazzo che ha amato, che per lui è come un’ombra, che aveva incredibili occhi oro e se n’è andato, condannandolo all’infelicità e alla solitudine, perché il mondo che lo circonda in realtà, al di là della facciata, lo deride, disprezza e detesta...

La regina Vittoria ha dato il nome a un’era, il suo impero era davvero sconfinato e il suo dominio pluridecennale è stato sinonimo di molte, moltissime cose: tra cui anche, nell’immaginario collettivo e non solo, un certo puritanesimo. Sembra quasi di essere tornati molto indietro nel tempo, all’epoca augustea, quando la propaganda imperiale sottolineava l’importanza del mos maiorum, del decoro e dell’istituzione familiare, durante la sua epoca, all’apparenza liberale ma in realtà ipocrita e piena di pregiudizi: basti pensare all’ostracismo subito in quegli anni da uno dei più grandi letterati della storia anglosassone, Oscar Wilde, colpevole, come il protagonista di questo testo, in primo e fondamentale luogo di essere contro natura (la parziale depenalizzazione dell’omosessualità a Londra e zone limitrofe avviene solo cinquantun anni fa). Laura Costantini, giornalista e scrittrice romana, dà vita con questo romanzo riuscito, semplice, un classico ma originale feuilleton storico però fresco e attuale, chiaro, raffinato, profondo, leggibile, ricco di chiavi di interpretazione, mai ridondante, banale o noioso, ben caratterizzato per quel che concerne ambienti e personaggi, a una storia umana, coinvolgente, interessante.



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