Il ragazzo smarrito

Il ragazzo smarrito

Martin è il bambino della pianura. Suo padre, il falegname John, decide di lasciare la casa vicino al mare a Southampton, in Inghilterra, per andare a vivere in un paese lontano migliaia di miglia, e lì stabilirsi in una casa, mettere su un orto e un frutteto e, sì, riattivare il suo adorato laboratorio di falegnameria. Il padre in laboratorio e la madre in casa, Martin comincia le sue esplorazioni in giro. Un giorno torna dai genitori con un serpente arrotolato in grembo. La madre caccia uno strillo, il padre lo riprende, ma per Martin quel serpente era un amico. I suoi viaggi fuori casa diventano sempre più lunghi, immersi nella grande pianura, a cercare gli echi tra i giunchi del lago, tra uccelli e fiori selvatici. Poi, un giorno, Martin si smarrisce, si allontana da casa così tanto da dimenticarla. Il paesaggio muta, e mutano gli incontri: il Miraggio che lo ossessiona, il vecchio Jacob pastore in una casupola sgangherata, il popolo del Miraggio e i selvaggi con le loro pelli d’animale. Martin conosce il buio della foresta e il colore all’orizzonte del profilo delle montagne. Cammina, lui animale selvatico, cammina per raggiungere le montagne. Quando ha sonno, cerca un posto con l’erba soffice a fargli da letto e si addormenta…

Martin è il bambino smarrito i cui occhi, tra il sonno e la veglia, si aprono su un paesaggio di meraviglie. A Little Boy Lost, anno 1905, ora tradotto e pubblicato in Italia da Castelvecchi accompagnato come nell’edizione 1920 dalle illustrazioni di Dorothy Lathrop, è un prezioso racconto di sguardo all’altezza dei fili dell’erba: William Henry Hudson, autore nato e cresciuto nelle grandezze naturali argentine - di studi naturalistici e ornitologici - poi trasferitosi in Inghilterra, narra con trasporto, leggiadria e limpidezza il multiforme reale, le sottili pulsazioni percettive di Martin, in cui occhi e corpo accolgono - con ferite e gioie - l’immenso mondo di animali, piante, e suoni e colori che si presentano all’instancabile vagabondare: attimi di vigile silenzio si alternano a fragorosi concerti di apparizioni, lo scarabeo che accoglie una lacrima per dissetarsi indagato come l’enorme nuvola che muta il colore dell’aria intorno al lago, la corolla del fiore della passiflora come l’enorme distesa azzurra del mare, che potente rapisce lo sguardo e il desiderio di Martin: lo smarrimento, allora, diventa scoperta ed esperienza al contempo dolce e terribile.



 

 

 

 
 
 
 

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