Il regalo di Nessus

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Glasgow, anni ’60. Eddie Cameron è un giovane agente di commercio, lavora per la “Rocklight LTD”, una ditta di forniture elettriche. Ma le cose non vanno affatto bene: un affare molto importante per la sua carriera sta per saltare, il suo matrimonio rischia di andare a rotoli e persino la sua automobile non gli dà che problemi. Per non parlare del mal di stomaco che lo tormenta. Mentre viaggia verso casa alla fine dell’ennesima giornata di lavoro infruttuosa, Cameron riflette amaramente: se avesse un incidente mortale proprio in quel momento, a chi mancherà davvero, dopo morto? A sua moglie, forse: se non altro per motivi pratici. Alle due figlie sicuramente. E basta. Ah, sì, mancherebbe molto anche a Margaret, la sua amante. A lei forse più di tutti. Margaret, la giovane insegnante di francese che lui va a visitare ogni tanto nel suo appartamento disordinato, in quel quartiere sudicio che ormai Eddie conosce a menadito perché per sicurezza parcheggia ogni volta in un posto diverso e sempre distante dal palazzo della ragazza. Margaret, che lui tratta come un oggetto e che fa piangere spesso. L’arrivo ad una pompa di benzina interrompe il flusso dei suoi foschi pensieri. Chiede al benzinaio di fargli quattro galloni di “normale”, poi gli porge una ricevuta da timbrare per farsi rimborsare dall’ufficio. L’uomo però si accorge che Eddie ha scritto sulla ricevuta otto invece di quattro e gliela corregge, umiliandolo. Cameron si scusa per “l’errore”, risale in macchina e riparte, gettando fuori con rabbia dal finestrino la ricevuta, sognando di poter liberarsi del suo imbarazzo con la stessa facilità. Ultimamente il suo capo è diventato sospettoso e lui è costretto a rosicchiare una sterlina qui e una sterlina là da passare a Margaret senza incidere troppo sul suo stipendio. In preda all’angoscia e al dolore di stomaco, Eddie si ferma in una piazzola di sosta poco lontano. Scende a guardare il tramonto e a pensare. D’un tratto un furgoncino si arresta accanto a lui e ne scende un giovanotto che gli urla contro: “Lascia stare Margaret Sutton! Lascia stare mia sorella! Faresti meglio a tenere i pantaloni abbottonati!”, per poi risalire e rombare via. Cameron è sconvolto. L’angoscia lascia il posto alla paura: la sua vita potrebbe andare in malora da un momento all’altro…

Il secondo romanzo dello scozzese William McIlvanney, datato 1968, deve il suo insolito titolo a un celebre episodio della mitologia greca: il centauro Nesso, colpito a morte da Ercole perché aveva tentato di rapirne la moglie Deianira, prima di spirare si vendicò dicendo alla donna che se avesse imbevuto del suo sangue una veste del marito, quell’indumento gli avrebbe impedito a Ercole di essere attratto da altre donne. Anni dopo l’ingenua Deianira, sospettando un tradimento del marito, gli fece indossare la veste intrisa del sangue avvelenato di Nesso e questo portò alla follia e al suicidio il semidio greco. Un “regalo di Nesso” è quindi un regalo avvelenato, letale, ispirato da un retropensiero negativo, una trappola. Ma nel titolo del romanzo l’espressione assume una coloritura sociale, come sottolinea Carmine Mezzacappa nella sua postfazione: “McIlvanney scelse questo titolo per alludere alla subdola violenza della democratica società britannica che arbitrariamente assegna ruoli e compiti – che magari generano benessere – e non tollera che le si oppongano rifiuti o le si rivolgano critiche o che si invochino comportamenti sociali più in sintonia con i tempi”. Sebbene non siano presenti espliciti messaggi politici, lo scrittore riesce a descrivere con acutezza la società scozzese della fine degli anni ’60, dilaniata da uno scontro tra due anime incarnate dalle due donne del romanzo, l’amante “contestatrice” (non dimentichiamo l’anno di uscita del romanzo e il clima culturale in cui è stato concepito) e la moglie “tradizionalista”. Ad avvitarsi in una spirale di autodistruzione che è però anche un grido di libertà – sebbene imperfetto, sebbene da misfit – è l’antieroe Eddie Cameron, con il suo sarcasmo velenoso e la sua amarezza senza confini. Un personaggio complesso, tridimensionale, come tutti quelli de Il regalo di Nessus, romanzo finora colpevolmente trascurato in Italia e invece aspro, moderno, intelligente. McIlvanney qui tocca profondità davvero commoventi quando descrive i rancori, le ipocrisie, i “non detto” di tanti matrimoni e le miserie specularmente abissali di tante relazioni extraconiugali. Lo avesse letto Deianira, questo libro, probabilmente avrebbe capito qualcosa di più del mondo.



 

 
 
 
 

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