Il respiro del deserto

Il respiro del deserto
Montagne dello Liupanshan, agosto 1227: duecento soldati, tutti volontari, agli ordini di Gengis Khan stanno accompagnando il grande Condottiero nel suo ultimo viaggio. Il convoglio scorta non solo la salma dell'imperatore ma un’enorme quantità di oro e preziosi. I soldati sono tutti fedelissimi e a nessuno di loro verrebbe mai in mente di impossessarsi anche solo di un oggetto trasportato, non solo per fedeltà assoluta, ma perché sono consapevoli che anche le loro vite stanno per finire assieme a quella ormai spenta del loro sovrano. Tutto è già stabilito, come fu stabilito che, nel costruire quello stesso sepolcro verso cui viaggiano, gli schiavi e i soldati che per lunghi anni avessero lavorato alla realizzazione della grandiosa opera sarebbero morti e avrebbero portato il segreto del sepolcro con loro. Chiunque anche per sbaglio avesse seguito il feretro sarebbe quindi stato tumulato con il suo sovrano perché quel luogo sacro rimanesse inviolato. Il principe Tolui assiste a tutta la cerimonia, e prima che il loro destino si compia e assuma la forma del loro ultimo pasto a base di pesce - condito con un veleno potentissimo - abbraccia uno per uno i duecento volontari e attende il loro ultimo respiro. I corpi vengono lasciati dove si trovano perché al risveglio del Khan i suoi Dalhut lo accompagneranno ancora. Il figlio del Sovrano si allontana, tutto è compiuto: senonché un pensiero si insinua prima nella mente e poi giù fino alla bocca dello stomaco del principe. Il pensiero sfuocato diventa un viso e un nome: Qutula lo scrivano. Gengis Khan non ha mai imparato a leggere e a scrivere e poco tempo prima di morire aveva dettato le sua ultime volontà e il luogo preciso in cui sarà sepolto a Qutula, che è quindi chiaramente a conoscenza del luogo sacro in cui riposano lui e soprattutto il suo magnifico tesoro. Qutula è chiamato e conosciuto da tutti come "la ragazza che conosce la scrittura" per i suoi modi effemminati e le sue preferenze sessuali, ma Qutula non conosce solo la scrittura, Qutula è dotato di  intelligenza, arguzia e uno spiccato istinto di sopravvivenza. Sa di trovarsi in pericolo mortale perché sa troppo e non dovrebbe sapere, e quindi fa ciò che serve per salvarsi la vita: fugge il più lontano possibile. Scatta una spietata caccia all’uomo in tutto il regno: peccato che Qutula travestito da donna inganni chiunque: l’uomo che tutti inseguono è ben diverso da quella bella fanciulla in età da marito. Negli anni a seguire molte cose gli accadranno: arriverà forse l’amore e soprattutto una leggenda vorrà che una misteriosa donna metta per iscritto la storia del popolo mongolo, quella delle grandi conquiste del temerario Gengis Khan e i segreti del popolo, compresa l’ubicazione esatta del sepolcro del Sovrano, e dell’inestimabile tesoro che non ha eguali e che con lui è stato sepolto. Il manoscritto originale andrà perduto ma non prima di essere tradotto…
1919. A bordo del piroscafo Zeppelin si trova Il capitano Harry S. Truman del 129° reggimento artiglieria campale, ma a bordo c’è anche un altro uomo: Leopol Thomas W. Skinner. In comune hanno solo una lettera tra cognome e nome che non indica nulla, nessun nome, se non una semplice iniziale e probabilmente una bizzarria genitoriale: Truman la S, Skinner la W, ed è per questo che Skinner è chiamato da tutti Double. I due non lo immaginano nemmeno ma uno di loro, Truman, diventerà il 33° Presidente degli stati uniti e Skinner, ora ferito e accudito con generosità e calore umano da Truman, invece racconterà a quello che diventerà un suo caro amico, la sua lunga vita, rocambolesca e complicata, ma non solo, metterà tra le mani dell’amico un segreto ben custodito dal tempo. Un segreto potente che può portare Truman alla corruzione, e che forse può addirittura mettere in pericolo la sua stessa vita..
1953. Nave Williamsburg: è la fine del mandato per presidente Truman. Ora si trova nel luogo che forse ama di più al mondo, la nave che è stata definita come “Casa Bianca galleggiante”: sì, perché il presidente ha un legame stretto con il mare e non ama per niente la sua residenza “ufficiale”, tutto ciò che conta e che è contato è passato da qui. Ora sa che anche ciò che possiede di più prezioso deve rimanere per sempre sulla Williamsburg, il mondo non è pronto a ricevere un tale dono. E’ deciso: una cartellina viene chiusa nella stanza segreta della nave, sulla cartellina c’è scritto solo Double...
Italia, 2008. Oswald Breil non ha avuto certamente una vita monotona e ora il fatto di convivere con la sua bella e amata Sara Terracini non gli dà la felicità e la tranquillità che sperava - o meglio il problema è forse dovuto alla troppa tranquillità dettata dalla routine. Qualcosa deve cambiare, e poi è un brutto periodo: il suo padre adottivo è morto e ora si appresta ad assistere all’apertura del testamento con la madre. Ma se le sorprese non finiscono mai e per Breil ecco aprirsi un nuovo capitolo della sua vita, inatteso: il testamento del patrigno porta a Oswald una vera e propria fortuna sapientemente occultata nel tempo. Breil non ha mai avuto una casa sua e non ha mai avuto il tempo nemmeno per pensarci ma ora, camminando sul molo ha scoperto la Williamsburg, e ne rimane incantato; sente per la prima volta che quella potrebbe essere la sua casa. Eppure c’è qualcosa di oscuro che sembra aleggiare sopra la Williamsburg, perché Breil non è il solo ad essere interessato al famoso yacht, per altri motivi qualcuno vuole impossessarsi di quella nave e per farlo utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione perché con la Williamsburg Breil ha acquistato compreso nel prezzo un pericolo mortale, e un nemico spietato...

E scusate se è poco! Tutto ciò che leggerete tra le pagine di questo romanzo, signore e signori, è frutto di accurate ricostruzioni storiche perché qui si spazia con maestria tra le epoche, i personaggi e gli eventi costruendo un affresco complesso e coloratissimo, una tavolozza con la quale l’autore dà sfogo alla sua arte, grazie a una scrittura fluida e coinvolgente. Marco Buticchi ci porta direttamente a bordo della Williamsburg, che fu realmente la nave amata da Truman, la "Casa Bianca galleggiante" sul cui ponte passarono personaggi come Winston Churchill, l'allora presidente del Messico Miguel Aleman e Sir Ralph Leatham, governatore di Bermuda. Truman la utilizzò per le sue visite di Stato a Cuba, Portorico e alle Isole Vergini, e molte decisioni furono prese su questo yacht. Inoltre qui poteva passare ore di relax immerso in due delle sue più grandi passioni; suonare il piano e pescare. Il fascino della Williamsburg evidentemente colpisce ancora perché questo libro nasce proprio da una folgorazione avuta dall’autore nello scoprire l’antico yacht presidenziale ormeggiato nel porto di La Spezia. E poi c’è anche il misterioso attentato del primo novembre 1950 nel quale Harry Truman rimase miracolosamente illeso e in cui s’inserisce la fantasia di Buticchi. Ma come se non bastasse Buticchi riesce a far soffiare sulle tavole della Williamsburg addirittura il vento del deserto, e una delle sue più antiche e famose leggende, quella di uno dei sepolcri più ricchi e mai ritrovati dell’intera storia dell’uomo: la tomba di Gengis Khan. Il Buticchi Commendatore della Repubblica per aver contribuito alla diffusione della lingua e della letteratura italiana all’estero e unico italiano presente nella storica e gloriosa collana "I maestri dell’avventura" di Longanesi - non so se mi spiego - vi incolla alle sue pagine con qualità espressive uniche, e senza le infiocchettature e le esagerazioni che spesso funestano la narrativa di genere. Leggendo Il respiro del deserto gli unici gesti che vi concederete una volta iniziato il libro saranno due, uno a breve termine e uno a lungo termine. Quello a breve termine sarà quello di divorare le pagine a velocità supersonica per vedere come va a finire la storia, e quello a lungo termine sarà di paragonare Wilbur Smith, Patrick O'Brian e Clive Cussler al nostro Buticchi. Questo libro è consigliato a chi ama respirare la storia e chi avrebbe voluto saltarci dentro per vivere ore di pura avventura. Le vivrà, assolutamente garantito.

Leggi l'intervista a Marco Buticchi

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