Il respiro delle montagne

Il respiro delle montagne

Giustino Fortunato ha una precisa idea degli squilibri dell’Italia post-unitaria. Addebita ai nuovi padroni la responsabilità storica di aver trasferito tutte le risorse al Nord e di aver depredato il Sud, non offrendo alla sua povera gente alcuna speranza di riscatto, ma solo imponendo tasse, confische, servizio militare, miseria. Giudica l’iniquo sviluppo italiano come “uno stato innaturale di cose, secondo cui il pane degli operai di una regione sia pagato con la fame dei contadini del resto d’Italia”. Primo fra tutti ha illustrato e descritto la doppia velocità delle due Italie e non per nulla si batte per far passare la linea ferroviaria Foggia-Potenza da Rionero, che inizialmente ne è escluso. E quando pare che l’inaugurazione debba subire dei ritardi, arriva persino alle minacce… Rionero, in ogni modo, pare essere una località davvero orgogliosa dei suoi cittadini più illustri: e no, non si tratta solo dei Fortunato. Era di qui, e i turisti, non tanti, che visitano la cittadina ne cercano le vestigia, Carmine Crocco, il più celebre dei banditi, mascotte persino della locale squadra di calcio, la C.S. Vultur Rionero, che cela il volto borbonico del capo supremo dei briganti anti-unitari (beffarda contraddizione) sotto una livrea di strisce bianconere. Simili davvero tanto a quelle della compagine più sabauda d’Italia…

Il Monte Subasio, il Gran Sasso, il Gennargentu, il Resegone, il Gran Paradiso, il Vulture, il Monte Paterno, il Montasio, il Granero e la Parete dei Militi: dieci montagne alpine e appenniniche – anzi, nove e mezza, come ricorda l’autore, perché una è senza cima ‒ che non sono semplici vette, ma simboli. Anche perché sono rispettivamente legate alle vicende umane, artistiche ed esistenziali di altrettanti straordinari personaggi, san Francesco d’Assisi, Francesco De Marchi, alpinista, speleologo e ingegnere del sedicesimo secolo, il cartografo Alberto La Marmora, il geologo, paleontologo, patriota, ecclesiastico Antonio Stoppani (sì, quello del Bel Paese, dal libro al formaggio…), Vittorio Emanuele II, il brigante Carmine Crocco, Sepp Innerkofler, eroica guida alpina, il botanico Julius Kugy, il partigiano Willy Jervis e Guido Rossa, vittima delle Br. Paolo Paci, giornalista, scrittore, alpinista, arrampicatore, va sul posto, fa ricerca, indaga, osserva, immortala e racconta storie, incontrando persone, le più varie, con un’asciuttezza invidiabile che fa della sua cronaca un vero e proprio piacevolissimo diario illustrato di viaggio, una guida e un’esegesi, con ritmo da romanzo d’avventura.



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