Il resto è ossigeno

Il resto è ossigeno

Cosa succede quando la bolla in cui ti sei convinto di voler vivere per più di dieci anni scoppia all’improvviso? È il 5 aprile: Arturo esce di casa come sempre, saluta sua moglie Sara, sua figlia, Giulia e va a lavorare nella multinazionale per cui è responsabile marketing. Quel giorno Arturo decide di non tornare più, solo un sms per comunicare a Sara che gli serve del tempo per ritrovare se stesso, un hotel dove appoggiare momentaneamente il suo passato e un futuro ancora impossibile da immaginare. Quarantotto ore dopo Arturo decide di prendere in affitto una villetta alle porte di Torino, periferia bene, arredamento eccentrico, pensato da un architetto-designer per bambini. Qui troverà la sua nuova vicina di casa, Bianca, dei fiori di cui prendersi cura, un frigorifero da riempire, tempo per girare intorno ai suoi pensieri, l’incertezza di un cammino che non riesce a mettere a fuoco. Sara, in quello che è stato il loro nido in un condominio del centro città, si ritrova scaraventata in una realtà da ricucire, giorno per giorno, con una bambina di sette anni da proteggere e il coraggio che la sostiene senza farle perdere la strada. Non c'è dolore, nemmeno disperazione, solo la consapevolezza di non aver mai veramente amato Arturo e che la loro vita altro non fosse che “una piccola società che si è retta bene in piedi fino a un certo punto”. Fino a quando almeno il cuore comincerà a battere per Lorenzo e qualche antico segreto di suo marito troverà il modo di disvelarsi…

Opera prima per Valentina Stella, già conosciuta e apprezzata blogger della pagina “Bellezza rara”, un passato come dipendente in grandi aziende, scuole di scrittura e finalmente il debutto nel mondo del romanzo. La storia di una famiglia giovane, come tante, alle prese con la crisi di mezza età ‒ Arturo ha quasi cinquant’anni ‒ un po’ persa nel groviglio delle responsabilità e di conti con un passato non sempre abbastanza sviscerato. Ovunque il rimpianto di non aver vissuto la vita che si sarebbe voluto vivere insieme allo sforzo ostinato di cercare di preservare equilibri necessari per non naufragare e rimanere comunque a galla. I capitoli si alternano, la voce di Sara in prima persona, il percorso di Arturo raccontato invece dall’autrice, un mese in cui i protagonisti trovano il modo di riflettere sui propri punti di partenza e sui possibili approdi. Anni sfocati i loro, Arturo reduce da una giovinezza disordinata trova in Sara il punto fermo su cui far ruotare un ménage più responsabile e maturo. La figlia che nasce rinsalda laddove qualche slabbro di intesa si fa più evidente ma la crisi, con il tempo, arriva inevitabile e coraggiosa, quasi una luce che si spegne su un quotidiano diventato insopportabile. Per un’esistenza che si inceppa, il mestiere degli esseri umani resta quello di alzare lo sguardo e guardare fuori, questa è la lezione. Un libro onesto, sorretto da una trama lineare, senza sussulti, che non stupisce ma nemmeno delude. L’audacia verrà, è solo questione di tempo.



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