Il ricercato

Il ricercato

La mezzanotte è passata da poco. Un uomo con un giaccone verde entra in un bunker di calcestruzzo seguito da altri due uomini, entrambi vestiti con un completo nero elegante. Dopo un po’ di tempo gli uomini in nero si affrettano ad uscire, mentre il terzo uomo rimane ancora inspiegabilmente all’interno del bunker. Mentre una utilitaria giapponese di colore rosso fuoco si allontana con i due uomini a bordo, da sotto la porta del bunker comincia a fluire del sangue, il tutto sotto gli occhi di un testimone oculare che immediatamente chiama lo sceriffo della contea Victor Goodman. Nel frattempo Jack Reacher si trova ai bordi di un’autostrada nel Nebraska in attesa che qualche anima caritatevole accetti la sua richiesta di autostop in direzione della Virginia. Il compito non è facile, dato che Jack ha per natura una corporatura che incute timore e certamente il naso rotto tamponato con un nastro isolante argentato non gli dona un aspetto molto rassicurante. Le speranze sembrano essere totalmente perdute quando una Chevrolet scura con tre persone a bordo, due uomini davanti e una donna dietro, rallenta. Lo strano gruppo, dopo una rapida consultazione, decide di dare un passaggio all’ex poliziotto militare Jack Reacher…

Lee Child è un autore britannico che si è fatto le ossa per oltre venti lunghi anni come autore di programmi televisivi di successo prima di approdare alla narrativa nel 1997. Il suo primo romanzo Zona pericolosa ha riscosso immediatamente un enorme successo di critica e di pubblico, rendendo fin da subito amatissimo il personaggio di Jack Reacher, interpretato sul grande schermo da Tom Cruise. Il ricercato è il diciassettesimo libro di una saga che Haruki Murakami ha definito come “uno degli esempi migliori di narrativa crime contemporanea” e che l’autore non ha praticamente mai abbandonato per dedicarsi ad altro. Il romanzo ha vinto anche il National Book Awards come Thriller of the Year e si colloca immediatamente dopo i fatti narrati in La verità non basta. Un romanzo di profonda attualità questo, che punta il dito contro la CIA e gli altri organismi di sicurezza statunitensi, responsabili secondo l’autore di utilizzare troppo spesso metodi poco ortodossi dopo l’11 settembre. Il ritmo è quello ipnotico e incalzante di sempre, ricco di colpi di scena, in cui il vero protagonista non è Jack Reacher, ma il pathos.



 

 

 

 
 
 
 

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