Il ritmo dell’estate

Il ritmo dell’estate

Il liceo è finito e il progetto che aspetta Bev e Colby, migliori amici da sempre, è un anno sabbatico in giro per l’ Europa: in fondo il college può aspettare. Non può aspettare invece il tour con Meg e Alexa. Così, prima di partire per il vecchio continente, Meg, Alexa e Bev - componenti del gruppo rock “Disincanto” - e Colby, pseudomanager nonché autista del pulmino eletto mezzo di trasporto ufficiale dei quattro, faranno un po’ di concerti da San Francisco a Portland lungo la Costa del Pacifico, sulla mitica Highway 101. Tutto è programmato, tutto è pronto, peccato solo che Bev confessi a Colby di non voler più partire per l’Europa. L’idea non l’alletta più (se mai l’ha allettata per davvero), preferisce andare nella prestigiosa scuola di arte a cui è stata ammessa. Un brutto colpo per Colby che si sente tradito dall’amica (che poi, per lui, non è mai stata solo un’amica) e che, a un tratto, non sa più cosa fare di quel progetto a cui tanto teneva e che ora gli brucia dentro…

Il ritmo dell’estate è un buon romanzo di formazione in cui si racconta l’euforia di custodire un sogno, coccolarselo, renderlo sempre più progetto pianificandolo nei dettagli e condividendolo con la persona che si ama da sempre. Racconta anche però la disillusione lo sconforto di chi questo sogno/progetto vede distruggerselo proprio dalla persona con cui lo si era condiviso. Perché è questo ciò che accade a volte: le cose non vanno come desideriamo, i sogni svaniscono e i progetti si arenano. Non è detto però che ciò che ci aspetta non sia entusiasmante e prezioso quanto ciò che avremmo voluto e non abbiamo ottenuto.



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