Il rumore dei tuoi passi

Il rumore dei tuoi passi

“I gemelli, ci chiamavano. Dicevano che eravamo uguali, anche se non ci assomigliavamo per niente. Dicevano che a forza di stare insieme eravamo diventati identici, sputati, come due gocce d’acqua”. La Fortezza, un quartiere al quale la gente perbene, la borghesia, non si avvicinerebbe mai. Un posto ai margini di una grande città, popolato da ladri, spacciatori e tossici, la delinquenza pare essere l’unico ordine delle cose che scandisce le giornate. Nella Fortezza le case sono state occupate e così ha vinto chi è arrivato primo nel varcare la soglia. I bambini sono cresciuti in mezzo alla strada, dove era raro vedere passare una macchina della polizia. La Fortezza è un posto per gente che non ha nulla da perdere. In questo luogo Beatrice e Alfredo, i gemelli. I due ragazzi, anche loro in mezzo ad un destino avverso, si sono conosciuti da bambini durante una lite fatta scoppiare dal padre di Alfredo, vedovo e col vizio di bere. Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi dove tutto inizia. Questo è stato l’inizio dei gemelli con un futuro molto definito davanti alla loro crescita. Nell’adolescenza che dovranno affrontare ci saranno solo due scelte: restare e perdersi oppure mollare tutto e scappare in cerca di una vita migliore…

Valentina D’Urbano, giovane illustratrice romana, debutta con una storia che, pur non contendendo nulla di originale, regala al lettore la magia pura della narrazione. Ne Il rumore dei tuoi passi, in uno scenario di disagio così alto da sembrare apocalittico, la droga arriverà a minare un rapporto che sembrava essere stato creato dal destino, si scontra inevitabilmente con dei predecessori illustri (da Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino a Irvine Welsh), ma riesce lo stesso e meritatamente ad affascinare il lettore, a farlo sentire parte della desolazione. Chi legge, dopo i primi capitoli, sentirà il respiro di Beatrice e Alfredo sul suo collo, arriverà a piangere con loro, si sentirà in dovere a vivere col cuore le loro scelte. Valentina D’Urbano a fare questo si è dimostrata davvero una scrittrice. Usando una prosa fluida, quasi in punta di piedi, spinge agli estremi i sentimenti dei protagonisti, trascinandosi dietro quelli dei lettori, come un vulcano che erutta, il tutto in un teatro di luoghi comuni quali: il disagio sociale (ne siamo immersi fino al collo che quasi non si rischia più di vederlo, quindi sarebbe davvero interessante un romanzo senza disagio sociale), il passaggio dall’adolescenza a quello dell’età adulta (dove, come in ogni storia, si scopre che il mondo ha i denti e morde in ogni momento), la solitudine, il dolore, la tragedia. Un esordio interessante, da leggere, rileggere, consigliare.



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