Il salto di Saffo

Il salto di Saffo
VI sec a. C., Leucade. Il suo piedino calzato d'un sandalo d'oro si inerpica su, su, sempre più su. La bella cantrice di Afrodite ha timore dell’autunno della vita. Sale in fretta la scogliera mentre il cuore le pulsa forte in gola e rivede la sua bellezza e la sua giovinezza a Lesbo, l'ispirazione e le sue passioni, e calpesta il sogno dell’amore di Alceo. È mossa da un unico istinto: gettarsi dalla rupe. Ma le sue ginocchia ora tremano. In cima alla scogliera dell'isola, l'aria si fa più rarefatta e in basso tra i faraglioni il mare spumeggia. Saffo e la sua poesia corrono già sull’orlo dell’eternità…
«Un romanzo comincia sempre con un: "E se...?" E se Saffo fosse stata sul punto di gettarsi dalla rupe, ma si fosse fermata per raccontare la sua storia?»: nella postfazione, subito dopo aver proposto la rilettura della vita di Saffo in una narrazione ricca di elementi di mito e di sogno, Erica Jong ritorna agli scenari di composizione dell’opera incentrata intorno alla figura della poetessa; per buona parte misteriosa e per questo plasmabile. Così, non sorprendentemente, la scrittrice suggerisce che «per uno storico, questo è un ostacolo. Per un romanziere, può essere una benedizione». E per un lettore? Beh, si può sempre vagare sulle ali della fantasia, no? Apprestatevi, dunque, a chiederle in prestito ad Icaro e predisponetevi a leggere una storia d’amore, guai e avventura. Lasciatevi andare! Il romanzo non poggia difatti su solide basi storiche. I punti di forza sono altri, quelli di Paura di volare e di molte altre opere caratterizzanti il percorso letterario della scrittrice americana. In primo luogo, la capillare esplorazione dell’universo femminile; l’attenzione alle passioni e alle solitudini delle sue protagoniste; l’affermazione della libertà delle scelte, la denuncia dei pregiudizi atavici di genere. E ancora, la forte unione di eros e psiche. In particolar modo, ne Il salto di Saffo la volubilità dell’amore e della sua dea Afrodite. Situazioni sentimentali ed erotiche emblematiche. Le Muse e tutte le arti poetiche unite al gusto dell’eros rinascono qui in pagine dal ritmo fluido. Il mito lontano rivive e affianca personaggi leggendari come il greco Esopo, celebre favolista. L’ispirazione ha un ruolo rilevantissimo. Le ambientazioni e specialmente le acque dell’Egeo sono in primo piano. Chiosa la Jong: «Spero di essere riuscita a catturare in queste pagine un po' della luce di quelle isole e di quel mare». Da parte nostra, l’invito a non fermarsi soltanto a quest’opera, che pure interpreta Saffo e può incuriosire sulla sua affascinante figura, e il suggerimento di leggere i frammenti che ci sono giunti degli appassionanti canti della poetessa.

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