Il sangue non è acqua

Il sangue non è acqua
"Da molto tempo ormai risuonarono lontane le voci dei viventi. Vieni! Avviamoci a nuoto verso l'isola dei morti." 1930. I familiari del defunto capitano Bonifacio Farricorto sono invitati nella sua villa sull'isola Mortorio, al largo delle coste della Sardegna, per la lettura del testamento. Un serioso professore universitario, un violinista tombeur de femmes, un ufficiale fascista, la sua moglie 'leggera' e il fratello di lei, un pescivendolo e il segretario del Podestà di Napoli si trovano così a passare qualche giorno su un'isola maledetta, circondata da scogli e pressoché disabitata, tranne che per qualche anziano pescatore con la pelle bruciata dal sole, un notaio, una governante e un servitore deforme. In realtà si parla anche di misteriose creature che vivono nel mare e di quando in quando salgono sull'isola seminando la morte, ma probabilmente si tratta solo di leggende. Quando però gli eredi di Bonifacio Farricorto iniziano a morire uno ad uno, le leggende sembrano diventare sempre più vere: forse la risposta è nel vecchio diario del defunto capitano...
Giallo claustrofobico, incubo lovecraftiano, commedia grottesca sul Ventennio: ecco gli ingredienti di un libro inconsueto, che contribuisce a (ri)definire la via italiana all'horror, con intelligenza, talento e personalità. Già, ma quale personalità? Tutte e tre quelle che costituiscono l'identità multipla Paolo Agaraff, naturalmente... 'Paolo Agaraff' infatti non è altro che uno pseudonimo sotto cui si celano tre autori di Ancona: Gabriele Falcioni, Roberto Fogliardi e Alessandro Papini, figure di spicco dell'ambiente del roleplaying italiano.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER