Il secolo dei giganti – Il colosso di marmo

Il secolo dei giganti – Il colosso di marmo

Il Natale del 1499 preannuncia grandi cambiamenti che si dipaneranno lungo tutto l’anno successivo. Cesare Borgia nasconde a fatica le sue mire espansionistiche sulla Repubblica fiorentina mentre Ludovico il Moro, appoggiato contemporaneamente dagli Spagnoli e da Massimiliano I d’Asburgo, ha intenzione di favorire gli austriaci per conquistare i territori veneziani. Anche il re di Francia Luigi XII vorrebbe muovere le sue truppe alla conquista di Firenze, prima di Borgia. Pier Soderini, il gonfaloniere di Firenze, e Niccolò Machiavelli, il segretario della Repubblica, vivono nel terrore proprio a causa di questi venti di guerra. Bisognerebbe radunare quanto prima un esercito di mercenari e volontari a difesa della città gigliata ma la scarsità di fondi delle casse della Repubblica non lo consente. Cosa utilizzare quindi per convincere i fiorentini a difendere le proprie mura? L’arte. Michelangelo è tornato in città da Roma da quattro anni e la sua fama ormai lo precede, dopo avere servito con perizia i migliori principi del Vaticano. Machiavelli incarica quindi proprio il Buonarroti di servirsi di un vecchio blocco di marmo di mastro Agostino di Duccio, inutilizzato da quaranta anni almeno, per dare vita a un vero e proprio inno alla resistenza e alla libertà. Michelangelo deve scolpire un immenso David pronto a fronteggiare e sconfiggere Golia, da posizionare in piazza della Signoria così da infiammare gli animi dei fiorentini…

Dopo Il cavallo di bronzo, giunge nelle librerie il secondo volume della trilogia di Antonio Forcellino, intitolata Il secolo dei giganti. Questa volta Il colosso di marmo del titolo è riferito al celeberrimo David e quindi il romanzo è tutto incentrato sulla figura di Michelangelo Buonarroti. L’autore è un esperto restauratore di arte rinascimentale e, negli anni, si è occupato perfino del suo Mosè e delle facciate del Duomo di Siena e del Duomo di Orvieto. In questo avvincente, riuscitissimo romanzo Forcellino tratta dei tumultuosi inizi del Cinquecento, quelli in cui i vari regni d’Italia e le potenze straniere combattono all’ultimo sangue per prevalere gli uni sugli altri. In questo secondo capitolo della saga rinascimentale il contesto storico assume perciò ancora più importanza rispetto al primo, dati i vari sconvolgimenti politici che si verificarono proprio in questo periodo e i complotti di corte all’ordine del giorno. Michelangelo è, ancora una volta, al servizio dei potenti di turno anche nella sua Firenze ma sempre con il suo usuale e indomito senso di ribellione che lo porterà a creare capolavori eterni che travalicano l’uso strumentale della sua arte. Dovrà anche imporsi su un giovane e ambizioso artista umbro che ha già superato molti dei maestri più celebrati: Raffaello. Anche in questo caso un vivido e avvincente affresco del Rinascimento, un vero e proprio atto d’amore verso un periodo storico fondamentale della storia mondiale di cui l’autore, per sua stessa ammissione “ha voluto rimettere insieme in una grande storia romanzata tutto ciò che lo aveva emozionato, raccontando per primo a se stesso gli avvenimenti che in genere si studiano in maniera troppo settorializzata”.



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