Il segno dei quattro

Il segno dei quattro
Sherlock Holmes, il noto investigatore privato inglese, è nel suo studio con il suo fidato amico Watson. Tra una sonata al violino e una dose di cocaina in vena (entrambi vizi e virtù del solo Holmes), i due ricevono una strana visita. Miss Mary Morstan ha un interessante caso da far studiare allo scienziato del giallo. Il padre della bionda signorina ha prestato servizio in india e nel 1878 riesce a tornare in Inghilterra con un permesso di un anno. Quando approda sulle sponde del Tamigi, la ragazzza si fa portare all’albergo dove risiede il padre, ma questo sembra scomparso da un paio di giorni. L’uomo risulta disperso definitivamente e la ragazza deve sopportare la perdita del genitore. Quattro anni dopo l’accaduto, viene stampato sul Times un annuncio nel quale si invita la signorina a comunicare pubblicamente il suo indirizzo. Anche se riluttante, la ragazza acconsente e dopo qualche giorno si vede recapitare una scatola con una perla indiana. Il bizzarro rituale si replica una volta all’anno. Nel 1888 (anno in cui è ambientato il racconto) oltre alla perla le arriva un messaggio che le chiede di presentarsi al Lyceum Theatre. Insieme a Holmes e Watson parte per il misterioso appuntamento e i tre si ritrovano - dopo una corsa in carrozza - a casa di un indiano, tal Taddeo Sholto: l’unico amico del padre della Morstan. Il bizzarro ometto informa che il padre aveva un tesoro segreto, che è stato ritrovato da poche ore. La cassa di tesori indiani fa gola a molti, e inevitabilmente ci scappa il morto. Un nuovo caso ingarbugliato per l’acume di Sherlock Holmes...
Il secondo episodio della saga di Doyle (dopo l’esordio con Uno studio in rosso) ci rivela qualcosa di più dei personaggi e della loro umanità, le strane abitudini dell’investigatore e i sentimenti di Watson per la signorina Morstan (futura moglie del medico). In più connette il discorso prettamente deduttivo con la guerra britannica nei territori indiani. L’autore ha un ottimo senso del ritmo e riesce a tenere alta la suspence anche quando fa spiegare a Holmes le sue deduzioni, intervallando la teoria con gli inseguimenti in una Londra piena di fumo e di oscurità gotica. Un classico del giallo che merita la rilettura.

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