Il segreto dei Ségonzac

Il segreto dei Ségonzac
Venerdì tredici marzo 1758, regione della Marna, piove e grandina. L’uomo che procede a cavallo in mezzo al fango si chiama Philippe Ségonzac, ha ventitré anni ed è il figlio di uno dei più grandi maestri d’arme di Francia, Michel Ségonzac. Torna a casa dopo i festeggiamenti per l’alloro conseguito all’Ecole de Médicine. Mentre cavalca veloce, il giovane Ségonzac fantastica sulla sua imminente nuova vita. S’imbarcherà prima possibile su un galeone e sarà il medico di bordo, una vita avventurosa lo attende. Ha il mantello fradicio quando entra nella locanda, si avvicina all'oste e chiede tre cose: una stanza, un bagno caldo, una cena abbondante. Intanto pensa agli anni trascorsi da studente e a tutte le persone che ha amato e che l’hanno amato, il tempo scorre velocissimo e questi anni lontani da tutto e tutti sono ormai terminati. Confortato e scaldato dal bagno, Philippe scende a cenare. Altre persone sono a tavola: un abate spagnolo, dei gendarmi, due avventurieri, tutti serviti da due cameriere carine e dal figlio del locandiere mentre due pappagalli liberi che assomigliano a quelli dell’insegna vagano tra i tavoli. Non avesse inciampato nei due pappagalli e non avesse dovuto poi rallentare il passo, forse Philippe avrebbe sentito che uno dei due avventurieri si era lasciato sfuggire un: “Eccolo!”, e avrebbe capito che qui due erano lì per lui. Passa la notte, il riposo del giusto abbandona Philippe prima dell’alba, e il giovane si rimette in cammino. L’aria è ancora gonfia d’acqua, il cavallo sfreccia veloce, è proprio mentre attraversa un ponte che accade il tutto. Un colpo di pistola alla tempia lo disarciona. Philippe cade nel fiume e pensa, a ragion veduta, che è proprio la fine, ora è morto. I due avventurieri, ancora sopra il ponte, vedono il corpo galleggiare. E la risposta è sì: certo che dovrebbero controllare a valle che il ragazzo sia veramente morto stecchito, ma si sa che la gente colpita alla tempia non si alza e cammina, e quel Ségonzac è mortale come tutti, no? E poi non sbagliano mai un colpo, loro fanno gli assassini di mestiere, il tizio è morto, punto. Anche Philippe è d’accordo con i due sul fatto che siano i suoi ultimi minuti di vita, se non che gli viene da tossire e da sputar acqua. Sfiorato di striscio. E’ vivo, e deve solo tirarsi fuori da quel guaio. Cose che capitano, certo, pensa ancora dopo qualche mese dPhilippe Ségonzac, i ladri assassini mica sono una novità, attraversi uno di quei boschi a tuo rischio e pericolo, lo sanno tutti che lì ci sono più briganti che foglie d’albero! Gli è andata bene. Finché ecco, un nobile impallidisce davanti ai suoi occhi. Trema, e balbetta. Rivolto al giovane medico, si lascia sfuggire un “Chi siete voi?! Philippe Ségonzac? No, non è possibile.. Voi dovreste essere morto!”. Eccola la frase che apre tutti i cancelli della memoria e del sospetto. Perché non era un caso, ora grazie a quel ricco e viziato nobile ne è certo: qualcuno lo vuole morto. Chi lo detesta fino a commissionarne l’assassinio? E soprattutto perché?
Alberto Ongaro, classe 1925, giornalista, autore di fumetti (fu amico e collaboratore di Hugo Pratt), giramondo, inviato speciale de l’Europeo per il quale realizzò molti reportage, è tra quei grandi scrittori Italiani purtroppo quasi dimenticati da critica e grande pubblico e senza dubbio meno celebrato di quanto merita. Leggere Ongaro è addentrarsi in qualcosa di dimenticato e perduto, leggere Ongaro è entrare in storie complesse e coinvolgenti nelle quali la protagonista fondamentale e indiscussa è la trama, ma attenzione anche alle ricostruzioni storiche di Ongaro: accurate e veritiere. Lasciatevi trascinare da nobili nullafacenti e senza scrupoli, prostitute, contadini, locandieri, medici, briganti, assassini, personaggi circensi, da una donna dall’animo oscuro e terribile come la Nobildonna Fabienne, da artisti, oppure dalla corte dei banditi e dal loro regime totalitario, o da un insolito e inaspettato Giacomo Casanova. Qui troverete sostanza e non solo forma alla moda: cercate Ongaro nelle librerie, sulle bancarelle, in internet: riscoprirete il vero sapore del “romanzo di evasione” di una volta, la favola per tutte le età che nasconde una scrittura raffinata ed estremamente creativa.

 

 

 

 
 
 
 
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