Il segreto di Luca

Il segreto di Luca

Immediato dopoguerra. Il piccolo paese di Cisterna dei Marsi, in Abruzzo, viene turbato dal ritorno di un uomo anziano, “poverissimo, ma sano alto e robusto”, il cui passato è ancora la ferita che scorre lungo i vicoli, dietro le finestre nelle case, nei pensieri dei vecchi del posto. È Luca Sabatini, e torna dall’ergastolo. Quarant’anni prima, durante “la notte maledetta” per Cisterna, venne arrestato e accusato di omicidio e rapina. Dalle macerie, ricordo del terremoto, spunta un ragazzino dagli occhi verdi di nome Toni, pronto a dare una mano a Luca mentre tutto il paese intorno si nasconde nel disprezzo e nella paura. Nel frattempo, a Cisterna è previsto un altro arrivo, da Roma, con ben altre aspettative locali: Andrea Cipriani, l’ex-maestro di scuola, il rivoluzionario. Chi lo aspetta per congratularsi con lui, chi per parlargli e chiedergli consiglio, chi per domandare l’ennesima lettera di raccomandazione. Andrea è figlio di Carmine, l’amico più intimo di Luca. Venuto a sapere della presenza di Luca, Andrea comincia a rifiutare gli impegni, le cene e i ritrovi, per dedicarsi a un’indagine serrata, insistita, per addentrarsi nel segreto di Luca, ricomponendo i fatti che portarono all’arresto e al processo, con quell’accusa che alcune persone sanno essere ingiusta, ma di cui nessuno voleva e vuole parlare…

Si hanno due personaggi principali, due apparizioni nel paese di Cisterna dei Marsi. Il perseguitato, l’emarginato, Luca Sabatini, l’uomo che ha scelto di lasciarsi andare all’ergastolo, a ciò che gli succedeva senza intervenire, senza proclamare la propria innocenza, semplicemente stando, silenzioso, nel suo segreto. Intorno il gran rumore, il disprezzo e l’indifferenza amara della gente, della “tribù locale”. Poi il politico in carriera, Andrea Cipriani, idealizzato in un momento storico favorevole per la sua combattività da rivoluzionario. Entrambi sfuggono agli ingranaggi sociali messi a fuoco da Silone, si muovono ai margini, l’uno silenzioso, riservato, l’altro in incessante interrogazione di ciò che lo circonda, del segreto svelato dietro il segreto. Ancora, nel romanzo del 1956, il dialogo lucido e incalzante da autentica indagine vuole mettere a nudo questi ingranaggi e cercare – tra le macerie, verrebbe da dire – le tracce dell’uomo: l’uomo e il racconto del suo segreto, della discesa dentro il profondo turbamento e poi della liberazione. Negli angoli vividi del paese, altro luogo cardine di letteratura e memoria per Silone - necessario, vitale per una profondità di sguardo - questi personaggi si inseguono, si afferrano quasi con violenza, per riflettere, per interrogarsi e per trovare il modo ed il tempo di camminare insieme.



 

 

 

 
 
 
 

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