Il segreto di mia sorella

Il segreto di mia sorella

La cittadina di Marlow si trova a pochi chilometri in treno dal traffico di Londra: riservata, piccola e con quella ritrosia tipica della provincia inglese che dà l’impressione di tenerti al sicuro. Eppure Rachel non si sente al sicuro da quando aveva 17 anni. Abita in un incantevole cascinale arroccato su una collinetta, stretto tra due olmi, si è trasferita a Marlow per stare vicina all’ospedale in cui fa l’infermiera. Sua sorella Nora va a trovarla spesso, arriva dalla City per il weekend e le sembra di tornare indietro nel tempo, a quando erano piccole, il padre era troppo ubriaco per occuparsi di loro e se la cavavano da sole. Anche dopo l’aggressione di uno sconosciuto a Rachel, le sorelle si sono fatte forza l’una con l’altra, senza mai smettere veramente di cercare l’uomo che l’aveva picchiata a sangue. Sfogliando le pagine di cronaca locali alla ricerca di un colpevole, presto anche gli anni sono volati via uno dietro l’altro: un matrimonio saltato per Rachel, una carriera che non decolla per Nora, e quel senso di insoddisfazione e solitudine che entrambe si portano dietro da sempre. Per difendersi Rachel ha adottato un pastore tedesco, Fenno, ed è proprio la sua sagoma pelosa che Nora vede penzolare in cima alle scale, il guinzaglio deve essersi attorcigliato alla ringhiera e il cane si è strozzato. O forse no. È entrato un ladro e Rachel è in pericolo. Una striscia di sangue sul muro è il presagio nefasto che qualcosa è accaduto. Nora ha la voce paralizzata, la paura ha la meglio sulla ragione ma deve salire di sopra e cercare sua sorella…

La prova d’esordio dell’americana Flynn Berry ‒ accolta con entusiasmo da critica e pubblico, con recensioni entusiastiche di “Huffington Post” e “Publishers Weekly” e vincitrice come esordiente del premio Edgar nel 2017 ‒ si rivela un gradevole soft thriller ambientato nella sonnolenta provincia inglese, a due passi da Oxford e Londra. Un omicidio, più sospettati, un passato pesante con qualche segreto da svelare, ma soprattutto due sorelle piene di contraddizioni. Il racconto in prima persona di Nora viene intervallato da continui frame del passato suo e di Rachel, svelando un’adolescenza difficile e amara, un espediente che rende efficace la narrazione spingendo il lettore a sospettare di lei. È inverno, nevica, l’ambiente chiuso e provinciale di Marlow contribuisce a rendere più cupa l’atmosfera del romanzo, senza però incrementare la tensione che viaggia sottopelle, senza mai esplodere in superficie. Accadrà qualcosa? Ci sarà un colpo di scena? Un finale che si conclude forse frettolosamente, spiazza il lettore abituato a gustare con lentezza la scoperta del colpevole. In definitiva un buon romanzo scritto con cura, eppure manca quel guizzo che porta il lettore a perdersi fra le sue pagine.



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