Il senso del dolore

Il senso del dolore
A Napoli, nel marzo del 1931, due eventi provocano brividi nella cittadinanza: un persistente vento gelido che fa tardare l'arrivo della primavera e un assassinio che sconvolge l'opinione pubblica a causa della grande notorietà della vittima. Infatti il tenore Arnaldo Vezzi, artista di fama mondiale per la voce sublime nonché amico personale del Duce, viene ritrovato con la gola squarciata da un frammento dello specchio in un camerino del Teatro San Carlo, poco prima di andare in scena nell'opera "I Pagliacci" di Ruggero Leoncavallo. Le indagini sono affidate al commissario Luigi Alfredo Ricciardi della Squadra Mobile: un investigatore dall'animo tormentato, evitato dai sottoposti per il carattere introverso e mal sopportato dai superiori per l'insofferenza agli ordini. I giorni passano e intanto il vicequestore incalza il commissario: il regime esige che i colpevoli siano consegnati alla giustizia. Ma un inconfessabile segreto tormenta Ricciardi sin dall'infanzia: il 'vedere i morti' nel loro ultimo attimo di vita percependone al contempo le ultime parole. Ma questa 'dono', che spesso lo aiuta nella risoluzione dei casi, a volte può rivelarsi anche fuorviante...
Il senso del dolore è definito nelle note di copertina come l'esordio nel romanzo di Maurizio de Giovanni. In realtà, a voler essere pignoli, non si tratta di un esordio tout court bensì di un 'nuovo esordio' giacché il romanzo in questione era già stato pubblicato dall'editore Graus nel 2006 col titolo Le lacrime del pagliaccio. Tuttavia questa benemerita nuova edizione della Fandango Libri è stata rivista e aggiornata dall'autore e, come si può intuire dal sottotitolo - L’inverno del commissario Ricciardi - costituisce il primo capitolo di una serie di quattro romanzi dedicati ciascuno ad una diversa stagione. Protagonista di questa pianificata tetralogia è l'introverso commissario Ricciardi: un'invenzione letteraria che ha già dato soddisfazioni a Maurizio de Giovanni permettendogli di vincere, nel 2005 con il racconto "I vivi e i morti", il premio Tiro Rapido per giallisti esordienti. Abbiamo a che fare con un personaggio tormentato e allo stesso tempo affascinante: un incrocio fra un illustre commissario del passato, come il Carlo De Vincenzi della Mobile milanese creato da Augusto de Angelis negli anni '30 (la stessa epoca in cui agisce Ricciardi), e la Allison DuBois interpretata da Patricia Arquette nel serial americano di successo “Medium”. Come quest'ultima Ricciardi 'vede' i defunti, in particolare quelli scomparsi in maniera violenta, ma a differenza di Allison la sua figura risulta ancor più tragica in quanto, da scapolo, non ha neanche la possibilità di condividere l'esperienza con la propria famiglia. A far da contraltare a questo commissario davvero sui generis troviamo il suo diretto superiore, il vice-questore Garzo, che racchiude nella sua figura più o meno tutti i difetti dell'Italia fascista: arroganza, opportunismo e chi più ne ha più ne metta. Attraverso questa abile giustapposizione tra lo scapolo Ricciardi e il padre di famiglia Garzo, de Giovanni riesce anche a mettere in atto la sua critica al conformismo di regime. Fandango ha annunciato la pubblicazione dei successivi tre romanzi dedicati alle stagioni del commissario Ricciardi, attendiamo quindi la prossima stagione con interesse e curiosità.

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