Il senso di una fine

Il senso di una fine
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 
Tony, Colin e Alex: compagni di liceo, tre ragazzi come tanti, che camminano un passo dopo l'altro verso l'età adulta attraversando gli eventi che la vita ogni giorno mette loro davanti, con semplicità. Al trio ben presto si aggiunge Adrian Finn. Sicuramente diverso da loro, Adrian ha molto spesso geniali uscite filosofiche, sia in classe sia nelle discussioni tra coetanei. Spiazzante è forse il modo più corretto per definirlo. O forse è più profondo o più introspettivo, o semplicemente più intelligente, come poi - alcuni anni dopo - avrà modo di ricordare a suo figlio la madre di Tony. Di certo Tony non avrebbe mai immaginato che l’amicizia con Adrian segnasse profondamente la sua vita anche a distanza di tanti anni. Usciti dal liceo, i quattro prendono strade diverse, ma continuano a vedersi in nome della loro amicizia. Sono quelli gli anni in cui Tony conosce Veronica e con lei comincia una relazione; una storia - la loro - non priva di ostacoli e che, come molte delle storie tra universitari, è destinata a finire dopo qualche tempo. Ma quando Tony viene a sapere che Veronica si è messa con Adrian ci va giù duro con una lettera dai toni sferzanti, provocatori e offensivi e taglia i ponti con tutti. La vita di ognuno va avanti e negli anni successivi alla separazione con Veronica, egli costruisce il suo percorso: un lavoro, una moglie che poi diventa ex, una figlia. Anche quando viene raggiungo dalla notizia del suicidio di Adrian, alcuni anni dopo la separazione da Veronica, Tony non sembra esserne scalfito particolarmente. Finché non riceve una lettera di un avvocato che gli annuncia un’ingombrante eredità: un diario e 500 sterline provenienti da Sarah Ford, la madre di Veronica. Sono passati più o meno quarant’anni dall’ultima volta che l’ha vista, in un fine settimana dai contorni tragicomici passato a Chislehurst, il paese in cui abitava la ragazza. Fine settimana in cui Mrs Ford lo mise in guardia proprio dalla giovane figlia. E adesso che lui è alla soglia dei 60 anni, perché quel passato torna fuori così pesantemente? Cosa deve sapere Tony che non ha saputo finora? L’unico modo per scoprirlo è ripercorrere a ritroso la sua vita, mettersi in contatto con Veronica o chi per lei, con qualcuno che possa dare completezza ad una serie di fatti che lo hanno indirettamente coinvolto, senza che lui nemmeno lo sapesse…
Vincitore del Man Booker Prize 2011, fin dalla sua pubblicazione Il senso di una fine ha diviso la critica, come spesso accade in questi casi: c’è chi lo ha osannato e chi lo ha massacrato, ma molto probabilmente tutto sta nel come ci si approccia a questo romanzo. È uno stile narrativo tipicamente inglese quello di Julian Barnes, con una base di ironia e leggerezza che dà valore aggiunto ad un contenuto originale, ma anche impegnativo nella sostanza. I dilemmi sul tempo e sull’interpretazione che diamo ai fatti della vita sono il leit motiv della narrazione. Non saltate una sola riga - sono soltanto 150 pagine, ma non ci sono parole sprecate o superflue, nemmeno una – oppure potreste perdervi e non afferrare la maestosità del finale. Non acquistatelo convinti che sia un giallo (non c’è nessun assassino da scoprire), perché avete letto cinque righe striminzite sugli opuscoli informativi della grande distribuzione che vi arrivano a casa e che riportano quarte di copertina maldestre, oppure potreste restarne delusi. Leggetelo se cercate un moderno romanzo di formazione in cui emergono emozioni, sentimenti e aspettative, senza alcuna pesantezza, con un incedere quasi musicale. E dalla prima all’ultima pagina ponetevi sempre e soltanto una domanda: perché? Le risposte potrebbero stupirvi.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER