Il sistema sceneggiatura

Si fa presto a parlare di sceneggiatura. Ma quando si chiede, magari durante una lezione, magari in un cineforum, cosa sia esattamente una sceneggiatura, un sottile velo di imbarazzo si impossessa della persona interrogata. Il copione, la storia, le scene che il regista deve girare e le battute che gli attori devono interpretare, queste le risposte più frequenti. Tralasciamo le più fantasiose. Tutti sanno, o credono di sapere, cosa sia una sceneggiatura, ma in pochi sanno tratteggiarne le caratteristiche fondamentali. In pochissimi davvero, fatta eccezione per gli addetti ai lavori, conoscono il significato di “struttura in tre atti” o tanto per citare un altro esempio del modello di Vogler chiamato “viaggio dell'eroe”. Sono concetti a loro alieni perchè di un film arriva solo il risultato finale, ciò che viene proposto sullo schermo. Lo spettatore salta a piè pari tutti i passaggi intermedi...
Il sistema sceneggiatura – Scrivere e descrivere un film di Luca Bandirali ed Enrico Terrone, come specificato a chiare lettere nelle note introduttive, “nasce dall'esperienza del corso di Storia e tecnica della sceneggiatura”, il che equivale a dire che è una propaggine diretta delle lezioni universitarie dei due autori del volume. Il che, ancora una volta, equivale a dire, che l'approccio alla materia è estremamente didattico, poco romanzato, sicuramente affatto leggero, ma schematico, chiaro ed essenziale. Tutte caratteristiche, queste, che potrebbero spaventare anche il più volenteroso dei lettori e che fanno assomigliare il volume edito da Lindau più ad un testo universitario che ad altro. L'errore è proprio in questo pregiudizio: conoscere la sceneggiatura nei meccanismi che ne regolano il funzionamento e la scrittura aiuta, ed è anzi indispensabile, per una qualsiasi analisi del film. Sia essa una disamina universitaria, e quindi a sua volta un saggio su un film, su un autore o su un genere, o sia essa la semplice chiacchiara da bar all'uscita del cinema. Gli schemi e le tabelle che riempiono il libro di Bandirali e Terrone sono quindi molto più che argomento di studio per damsiani impenitenti: sono piuttosto la base da cui ogni discorso sulla settima arte, superficiale o accademico non importa, dovrebbe partire. Conoscere l'architettura della sceneggiatura significa avere ben chiare le fondamenta di una pellicola. Studiarle, o semplicemente farsene un'idea, su un manuale agile, tecnico, ma allo stesso tempo nazionalpopolare (Leonardo Di Caprio e Kate Winslet in copertina, sul set di “Revolutionary Road” sintetizzano alla perfezione l'approccio ambivalente del libro) come quello di Lindau è un buonissimo primo passo. Da tenere poi a portata di mano sullo scaffale e riprenderlo in mano di tanto in tanto, fugando così qualche dubbio dopo una visione particolarmente ostica. E smetterla finalmente di relegare i discorsi sul cinema a sterili chiacchiere da bar.

 

 

 

 
 
 
 
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