Il sogno e l’incubo

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Quando Howard Phillips Lovecraft nasce, il mattino del 20 agosto 1890, il suo futuro appare roseo. Sua madre Sarah Susan è figlia di un ricco uomo d’affari del Rhode Island, suo padre Winfield Scott è rappresentante di commercio per la ditta di argenteria Gorham. Ma quando Howard ha solo tre anni, durante un viaggio d’affari a Chicago, il padre ha un “crollo nervoso” – probabilmente invece si trattava di sifilide – e viene ricoverato in un manicomio nel quale morirà cinque anni dopo. Madre e bambino tornano alla casa di famiglia di lei, a Providence, dove vivono due zie nubili, Lillian e Annie, e i suoi genitori. Nonno Whipple in particolare si rivela decisivo nella crescita culturale del nipotino: gli racconta di luoghi fantastici o esotici, gli concede l’utilizzo della sua ampia biblioteca. Spesso discute con la figlia, che abbiglia Howard con troppi merletti e gli tiene i capelli lunghissimi, come fosse una femminuccia. Nel tentativo di “proteggere il figlio dalla banalità del reale”, Sarah Susan gli istilla la convinzione di essere un nobile di discendenza inglese: questo crea un atteggiamento irrealistico verso il tema del lavoro e un distacco dal mondo pratico che segnerà tutta la vita di Lovecraft. Abituato a leggere senza posa, inevitabile che il ragazzino prima o poi si cimenti nella scrittura: a sette anni compone un poema epico che rinarra l’Odissea in 88 versi e fonda per gioco una sua casa editrice, la Providence Press. Parla correntemente il latino e si esprime in un inglese talmente pomposo che i suoi insegnanti lo considerano divertente. Soffre di emicranie, tic nervosi al viso, irritabilità e ha una madre talmente ansiosa che decide di togliere Howard dalla scuola, facendone un misantropo…

Paul Roland è stato una figura-cardine dell’underground musicale negli anni ‘80 e ‘90, in quella terra di mezzo al confine di folk, new wave, dark, psichedelia e progressive. Ha pubblicato diversi album interessanti, ma anche molti libri, tutti dedicati alla letteratura fantastica o dell’occulto oppure a temi esoterici, soprannaturali, misteriosi. Uno è questa biografia di Howard P. Lovecraft, che ripercorre la breve e infelice vita e la carriera artistica – anch’essa tutt’altro che fortunata, visto che la fama per lo scrittore di Providence è arrivata postuma – del creatore dell’horror moderno. Prima di Lovecraft infatti non esisteva il genere letterario come lo conosciamo oggi, ma solo un’area tematica “oscura” che andava da Poe a Stoker, da Lord Dunsany a Mary Shelley. È stato Lovecraft a spostare le ambientazioni da luoghi e tempi lontani alla contemporaneità e a “infettare” ambiti apparentemente inoffensivi con minacce da altre dimensioni e divinità ultraterrene (Chtulhu e i suoi compari). Di biografie di Lovecraft ce ne sono parecchie, e anche importanti (pensiamo per esempio a Contro il mondo, contro la vita di Michel Houellebecq): cosa ha di diverso questa firmata da Paul Roland? Il musicista-scrittore britannico azzarda spesso valutazioni psicologiche mentre racconta episodi della vita dello scrittore (per esempio quando ipotizza una sua omosessualità) e si concentra anche sulla nascita del culto dell’opera di Lovecraft, che rimase pressoché sconosciuto fino ai tardi anni ’60, quando il revival dell’occultismo e la nascita dell’hard rock fornirono ai suoi incubi un substrato di nuovo fertile. Libro tutto sommato gradevole, utile soprattutto per i giovani lettori. Fastidioso l’anglicismo dei titoli con tutte le parole maiuscole, che in italiano non si usa (esempio: La Città Senza Nome, La Ricerca Onirica Dello Sconosciuto Kadath e così via).



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