Il sole delle otto del mattino

Il sole delle otto del mattino

La mamma di Leilei le racconta che è nata con l’aiuto di una levatrice alle otto di mattina di un giorno freddissimo, con la neve che ricopriva ogni cosa e si posava sulle sopracciglia dei passanti, infagottati con cappelli di pelliccia e cappotti, formandoci un piccolo strato di ghiaccio. Oltre ai nonni paterni, in famiglia ci sono la sorella di dieci anni, il babbo (uno scrittore, dirigente dell’Assessorato alla Cultura del governo del nord-est della Cina), la mamma attrice dell’Opera di Pechino e una vicina di casa di cinquanta anni senza figli, chiamata “zia”, che aiuta nella gestione casalinga. La loro casa di Pechino è vicina alle ambasciate straniere e l’unico modo per arrivare al quartiere diplomatico è passare davanti alla loro abitazione. Leilei è curiosa, resta sul bordo della strada a guardare gli stranieri e contare le automobili che passano, i bambini della zona per lo più sono maschi, Leilei gioca con loro alla guerra e diventa bravissima a tirare i sassi. Una volta colpisce alla testa un bambino della banda avversaria, provocandogli un taglio talmente profondo che lo portano all’ospedale e…

Il sole delle otto del mattino è il secondo romanzo di Hu Lanbo. Scritto a soli ventidue anni, contiene molte parti autobiografiche, è ambientato in Cina all’epoca della Grande Rivoluzione culturale, che, secondo quanto è afferma il Libretto Rosso, come ogni rivoluzione è “un’insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un’altra”, con tutte le conseguenze del caso. Leilei è una bambina che vive serena in una famiglia di intellettuali, sogna di diventare ballerina classica. Ma improvvisamente, a seguito della Rivoluzione culturale, dopo l’estate del 1966, nel giro di pochissimo tempo i genitori sono accusati di essere controrivoluzionari: considerati “nemici del popolo”, vengono imprigionati, costretti alla rieducazione imposta da Mao Zedong, subiscono crudeltà inaudite dalle guardie rosse e la famiglia viene disgregata, i bambini restano soli, sono isolati, umiliati, si ritrovano a affrontare indicibili sofferenze e difficoltà. Attraverso la voce di Leilei, Hu Lanbo riporta le contraddizioni, le violenze gratuite, la distruzione della cultura millenaria, l’arretratezza tecnologica, la totale assenza di libertà di azione, di pensiero degli “anni perduti della Cina”, mescolando in maniera abile fatti privati e pubblici. Dalle pagine emerge il ritratto di un popolo che va avanti a testa bassa, con grandi capacità di sopportazione; i personaggi sono tratteggiati con delicatezza, quasi pudore, acquistano forza e credibilità mano mano che il lettore acquista maggiore consapevolezza della diversa mentalità. Hu Lanbo, giornalista laureata in letteratura francese alla Sorbonne, riesce a mantenere una scrittura semplice, piana, in molte parti minimalista, tale da restituire in maniera efficace il linguaggio proprio di una bambina prima e di un’adolescente poi.



0
 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER