Il sonno della cicala

Il sonno della cicala
Come in tutte le Procure d’Italia anche in quella di Ardese non mancano mai i reati ad impegnare i magistrati;  stavolta il pool investigativo si trova a gestire, oltre alla - chiamiamola così - “ordinaria amministrazione”, un cadavere che non solo è morto ammazzato in un modo a dir poco complicato, ma che aveva da vivo un peso sociale di tutto rispetto. Malachia Duprè, il patriarca. Un nome che nel mondo è sinonimo di Barolo. Quattro figli, quattro nuore con rispettivi figli che sono il futuro dell’azienda, commercialmente solida ma finanziariamente traballante, con spinte contrastanti fra tradizione e innovazione. Il caso - preso in mano inizialmente da Agostina Arcais, PM tutta d’un pezzo che fuma Gauloises e intimidisce un po’ tutti - passa poi nelle mani di Guarnieri, che lo gestisce col fedele maresciallo Alfano. Una bambina cinese praticamente rapita dagli assistenti sociali per sospetti maltrattamenti, una promessa non mantenuta del ciclismo, un ragazzino spremuto fino a distruggerlo definitivamente. A contorno la preoccupazione sottaciuta ma ben presente per il collega Mascherini, che stavolta ha svicolato …perché è finito in una scarpata…
Dopo l’esordio con Quota 33, francamente un po’ troppo tecnico e impersonale e il sequel Doppia ombra in cui hanno cominciato a delinearsi meglio le personalità dei componenti la Procura di Ardese, Roberta Gallego - sostituto procuratore lei stessa, prima che giallista - ci offre un ritratto disincantato e allo stesso tempo quasi tenero dell’ambiente giudiziario. A voler ben guardare si ravvisa una “denuncia” di come nonostante tutto i meccanismi - male oliati - della giustizia italiana tutto sommato funzionino. Lungo il cammino l’autrice aggiunge altri piccoli frammenti del puzzle delle vite di magistrati e poliziotti, una “squadra” a cui i lettori si stanno affezionando, come del resto accade sempre nella narrativa seriale. Ottima scelta anche quella di inserire episodi divertenti, dai gossip sgangherati che trasformano un’ecografia ad un ginocchio in un aborto spontaneo al vecchietto mitomane che normalmente si costituisce per ogni reato e che desiste pur di avere il sostegno di Guarnieri durante un prelievo. Insomma dopo un inizio piuttosto faticoso, la Gallego romanziera ha imboccato la strada giusta e ci fa desiderare al più presto l’uscita di un nuovo libro.

Leggi l'intervista a Roberta Gallego

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