Il superstizioso

Il superstizioso

Camillo è un commerciante di scarpe. Il suo negozio, "Nelli calzature", non è lontano dalla sua abitazione, e la sua vita scorre senza scosse: una normale vita di coppia, nessun figlio, qualche partita di calcetto. L’attività è quella di famiglia, sua moglie è una conoscenza della scuola ritrovata qualche anno dopo quando tutti e due, si sono ritrovati reduci da delusioni d’amore. Al lavoro Camillo va a piedi - anche se in garage tiene una BMW X4 - e guarda quelli che si inveleniscono al volante o si infossano di cattivi pensieri. Camminare gli serve  a rilassarsi, a stimolare la riflessione e l’obiettività. Vive di piccole ansietà: come sarà la giornata? Si domanda mentre percorre il breve tratto di strada. Cerca di riepilogare quello che è accaduto il giorno precedente o quello prima ancora, analizza i dati, cerca di individuare la tendenza generale: il rappresentante delle polacchine passerà per l’ordine? E quello del magazzino cambierà la merce invenduta? Come ogni mattina Camillo passa sul cavalcavia che sovrasta la linea ferroviaria a otto binari. Ha  sviluppato un gioco privato circa l’interpretazione del passaggio dei treni. Osservare un treno in corsa è sempre stato per lui un evento emozionante e anche adesso incrociarne uno nel preciso momento in cui supera il cavalcavia può dare precise indicazioni sull’andamento degli affari e non solo. Ovviamente è solo un diversivo perché Camillo non è certo un superstizioso, anzi si arrabbia molto se qualcuno lo accusa di esserlo, però sentire l’inconfondibile rumore di ferraglia sotto di sé può dare un senso diverso alla sua giornata. Un giorno di febbraio, proprio nel momento del suo passaggio, ben tre treni passeggeri (e quindi di punteggio molto alto!) sfrecciano veloci  sotto di lui e  tutti diretti verso la medesima direzione. Come interpretare il fatto? L’euforia è tanta, ma Teresa sarà in casa pronta a ricevere la notizia?
Francesco Recami ci regala un romanzo delizioso, dove e superstizione e gelosia danno vita ad un personaggio  dalle caratteristiche estremamente interessanti. La mediocrità  di Camillo, il suo sentirsi superiore a tutto e tutti lo fa vivere in un suo mondo privato gonfio di noia e di luoghi comuni. La negazione della sua estrema superstizione lo rende goffo e patetico, situazione che un maestro come Recami riesce a esaltare nella sua essenza più grottesca. L’estrema paranoia diventa  degna di essere raccontata. Il commerciante Camillo - malato di normalità - si avvicina, in un crescendo di colpi di scena alla meta finale. che arriva inaspettata. Ma, per il lettore, sperata.

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