Il t3rzo piano

Il t3rzo piano

Marc Milazzo fa il manichino umano nella galleria del centro commerciale. Ne ha cambiati diversi di lavori, soprattutto nel periodo in cui faceva la scuola d’arte drammatica. Ora sta cercando di tenersi questo il più a lungo possibile, anche se diciamola tutta, non è certo un granché. Vive con sua madre, Barbara, in un condominio dall’intonaco incrostato. Il loro vicino, il signor Plauto, è stato da poco portato alla Casa di Riposo. Funziona così, negli Stati Uniti d’Europa, una volta varcata la soglia dei 70 anni. E Marc non ci pensa, ma sua madre di anni ne ha 69 e a questo destino è sempre più vicina. È che a lui queste cose scivolano addosso, non è ribelle e impegnato come Violetta, la sua eterna fidanzata. Lei sì che non sopporta lo Stato, il clima di terrore e di controllo che è stato instaurato in cambio di una pace forzata che ha tolto l’indipendenza, la facoltà di scegliere, ha soffocato ogni libertà quotidiana. È per questo che Violetta fa parte da anni della Rete Blu, organizzazione che prova a andare contro l’ordine costituito. Negli anni ha assunto anche incarichi di responsabilità e quotidianamente fa manifestazioni, azioni dimostrative. Anche se per Marc tutto ciò la rende, pur con tutto l’affetto del mondo, una incredibile rompicoglioni. In comune però hanno il disprezzo verso “Il T3rzo piano”, la trasmissione più vista della tv. Ogni martedì e ogni sabato la scena che si ripete sullo schermo è sempre la stessa: bloccati in un ascensore ci sono Teo, marito tradito, la moglie Tinetta e il suo amante Tiero, in un susseguirsi di torture e crudeltà che si conclude con una spaventosa roulette russa in cui uno dei tre attori rischia sul serio la propria vita, lasciando migliaia di telespettatori col fiato sospeso. Tra questi, anche la madre di Marc. “Ogni volta la signora Barbara sta lì ad attendere lo sparo, o il cane che batte a vuoto sul caricatore. Quando la pistola spara e l’attore muore, lei piange lacrimoni ipocriti, approfittando della morte pornografica somministrata attraverso lo schermo”. Ma un giorno, al termine della puntata, il produttore dello show lancia un casting e invita aspiranti attori a mandare una breve presentazione video di 30 secondi. Marc ascolta rapito. Non sa cosa lo spinga esattamente, forse semplicemente non ne può più di fare il manichino sfigato nel centro commerciale, forse chissà per quale assurdo motivo nella sua testa scatta una molla, una ricerca di riscatto. Sta di fatto che manda un suo breve video. E aspetta. Aspetta a lungo. Tanto che pensa sia stato tutto inutile e che alla fine delle sue velleità attoriali non importi un fico secco a nessuno. Ma si sbaglia. Perché un giorno arriva la risposta, destinata a cambiare la sua vita in modo indelebile…

Classe 1981, Andrea Pau è sceneggiatore, scrittore per ragazzi e fumettista. Con Il t3rzo piano si cimenta in una scrittura diversa e più elaborata. Un romanzo distopico che tratteggia un futuro cupo e minaccioso, in cui le libertà individuali sono soffocate e la tecnologia ha preso il sopravvento. E, ad inquietare più di ogni altra cosa, il programma televisivo che dà il titolo al volume, in cui la morte diventa show, la violenza reale fa share, la vita umana è puro business. Chi si è appassionato alla serie televisiva britannica Black Mirror troverà pane per i propri denti. Anche qui in un certo senso protagonisti sono gli effetti distorti e parossistici delle nuove tecnologie, associate a una deriva politica dittatoriale che priva la popolazione delle libertà fondamentali. Un futuro poco roseo insomma quello che viene paventato. Marc Milazzo, il protagonista, è un giovane imbelle che si ritrova quasi suo malgrado catapultato in un incubo. Cerca il riscatto da una vita mediocre ma finisce per firmare un contratto di lavoro in uno show televisivo che mette a rischio la sua stessa vita. E tutti da casa, compresa sua madre, se ne restano incollati allo schermo a aspettare che uno sparo decida della vita o della morte dell’attore in scena. Il romanzo si snoda, come una pièce teatrale, in un prologo, tre atti e un epilogo. La narrazione è intervallata dalle illustrazioni di Sualzo, all’anagrafe Antonio Vincenti, già autore e illustratore per diverse case editrici e in molti paesi. Il t3rzo piano è anche il terzo volume del progetto Dana, nato all’interno di RW Edizioni e caratterizzato da produzioni narrative essenzialmente fantastiche, di genere, o comunque se non facilmente etichettabili riconducibili a una dimensione “altra”.



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