Il Tao del viaggio

Il Tao del viaggio
Il desiderio di mettersi in viaggio, di partire, di dirigersi verso un “altrove” che è semplicemente un orizzonte mobile e in continuo divenire, ce lo portiamo dietro da bambini. Quando, ancora troppo piccoli per viaggiare da soli, cominciamo a vagheggiare con il naso per aria di posti da visitare, strade da veder srotolare sotto i nostri piedi. La voglia di muoversi, di soddisfare le proprie curiosità, di placare l’ansia che ci attanaglia nella routine del quotidiano, di stringere nuove amicizie, perdersi e poi ritrovarsi sotto un cielo che non conosciamo: desideri che accompagnano chi ama viaggiare, chi è sempre pronto a partire. Sono proprio i libri di viaggio ad accompagnare Paul Theroux, scrittore e viaggiatore instancabile, nei suoi sogni giovanili. Sono i libri a condurlo verso quei luoghi magici e lontani che desidera visitare e che vedrà solo – anni dopo – da adulto, divenendo il fulcro della sua produzione artistica…
Il Tao del viaggio raccoglie, come un moderno Zibaldone, estratti dei testi che Theroux ha considerato fondamentali per la sua vita, per la sua scrittura, per il suo divenire l’uomo che è oggi. Siamo davanti ad una raccolta di meditazioni di autori, noti e meno noti, che hanno per tema il viaggio: Vladimir Nabokov, Samuel Johnson, Evelyn Waugh, Charles Dickens, Mark Twain, Bruce Chatwin, Ernest Hemingway, Graham Greene – solo per citarne alcuni – ci fanno compagnia nella nostra strada verso l’altrove, nei nostri sogni di cambiare il cielo sulla nostra testa. Kerouac ha scritto che “la strada è la vita” ed ha dedicato alla strada uno dei testi fondamentali di tutta la letteratura novecentesca. “Non puoi percorrere il sentiero se non sei diventato il sentiero stesso” ha detto il Buddha. Siamo pronti a lasciare alle nostre spalle tutto quello che conosciamo e a lanciarci verso tutti gli “altrove” possibili? 

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