Il tempo umano

Il tempo umano

Si chiamava Francesca, sua compagna di classe alle elementari, il primo amore di Tommaso. La più alta della classe, la più nordica, figlia di una professoressa austriaca e di un militare di Belluno. Non era la prima della classe, perché non sufficientemente diligente; non era leader nel suo giro di amicizie, perché non abbastanza forte di carattere, ma era simpatica a tutti grazie a quel guizzo di allegria che la caratterizzava. Quella bambina, che Tommaso non ha mai più rivisto, era riuscita a conquistare il suo cuore di ragazzino e a farlo battere come mai gli era accaduto prima. Francesca lo aveva messo a confronto con un turbamento opaco, sconvolgente e martellante che poteva fare molto bene, ma anche molto male. Con il tempo, poi, Tommaso ha capito che non c’era differenza tra quell’amore bambino e quello che avrebbe provato in altri momenti della vita, ha capito che l’amore perseguita ed esaspera e che è -come ha scritto Kafka - il coltello con cui frugare dentro se stessi. E Tommaso ha conosciuto quel coltello per la prima volta ad otto anni ed ora, che lo sta vedendo nuovamente, lo riconosce all’istante. È venerdì pomeriggio, un venerdì di tarda primavera in cui si sente ormai l’odore dell’estate: Tommaso, ora insegnante universitario, si trova in uno di quegli alimentari a gestione familiare in cui si trova un po’ di tutto, che ha preso l’abitudine di frequentare, munito di una dettagliata lista di cose da comperare. Ed è proprio lì, in quell’alimentari, che incontra, o meglio vede per la prima volta da una diversa prospettiva, Beatrice, che fino a quel momento era stata semplicemente una sua studentessa, una delle tante anonime ed invisibili che seguono il suo corso di letteratura, una che si siede sempre in fondo all’aula dopo aver riposto un registratore portatile sulla cattedra. Oggi, invece, accade qualcosa di imprevisto: Tommaso la vede accanto allo scaffale della frutta e verdura, a pochi centimetri da lui, piegata in basso con una gonna molto corta. Gli occhi di Tommaso finiscono istintivamente tra le sue gambe, in direzione di un paio di sottilissime mutandine viola. In un attimo Beatrice non è più la stessa e diventa, ai suoi occhi di uomo, una creatura primitiva che vive al di fuori di qualsiasi vincolo morale e sociale…

Il nuovo romanzo di Giorgio Nisini è una storia inquietante e complicata che si interroga sull’amore e parla di ossessioni, voyeurismo, tradimenti e trasgressioni. Ma è anche una storia sul tempo, che non è mai uniforme, rettilineo e regolare, ma si riavvolge su se stesso ancora ed ancora e diventa di volta in volta tempo interiore, tempo del racconto e tempo del ricordo; una storia di attimi - raccolti ed intrecciati in un tessuto narrativo singolare ed estremamente interessante - che segnano e condizionano la vita dei personaggi. È la storia di un uomo cinico e narcisista, Tommaso, che, per amore di sé, si lascia lusingare dalle attenzioni di una giovane ex studentessa, apparentemente una ragazza modello che in realtà nasconde ombre - un grande imprenditore come padre, una donna impositiva come madre ed una ragazza spregiudicata come sorella - e misteri. Ma sarà l’incontro con la sorella, meno controllabile e più anticonformista, a porre Tommaso di fronte ad un sentimento nuovo, più indistinto, più impenetrabile, un sentimento di fronte al quale tutte le certezze saltano, l’orientamento si perde, ci si ritrova nudi e disarmati di fronte a se stessi e si ha la conferma che, in realtà, ogni amore porti con sé una ferita. In parallelo con la vicenda di Tommaso, viene presentata la storia di Alfredo, padre delle due ragazze, imprenditore nato dal nulla e fondatore della Dea Nigra, una delle più importanti aziende internazionali di orologi di lusso. Alfredo è un uomo chiuso, asociale, ossessionato dal tempo; la sua vita scorre in funzione di tale ossessione e gli orologi, le sue creature, raccontano storie e raccontano il desiderio e la necessità di contare minuti ed istanti da registrare di volta in volta su un cronometro o su un orologio di precisione. Quando le vite di Alfredo e di Tommaso in qualche modo si intrecciano, tutto viene messo in discussione e nuovi percorsi e nuovi confini devono essere ridisegnati. Attraverso flashback narrati da punti di vista diversi, attraverso accelerazioni o rallentamenti nel dispiegarsi dell’azione, il lettore viene guidato a vivere un’esperienza diversa, che conduce ad un diverso concetto di tempo, inteso come una categoria che non fa altro che sfuggirci, ridursi o espandersi a seconda dello stato d’animo di chi la vive.



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