Il terzo padre

Il terzo padre
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Pia ha nove anni. È in vacanza in provincia di Avellino dopo un mese trascorso al mare, con tutta la famiglia e con molti degli amici più cari dei suoi genitori. Nei primi anni Settanta è consuetudine delle famiglie benestanti napoletane trascorrere un mese in collina alla fine dell’estate prima di riprendere le normali attività lavorative. Ornella è la sua migliore amica. Nelle prime ore del pomeriggio gli adulti sono tutti a riposare e loro due chiacchierano. Ornella le dice che ha scoperto un segreto: Pia non è figlia dei suoi genitori, è stata adottata. Il mondo di Pia vacilla, si incrina. Chiede immediatamente spiegazioni a mamma Marisa e ha solo risposte secche: no, assolutamente, lei è la loro bambina. Eppure a Pia il dubbio, ormai instillato, resta. Passano gli anni e Pia continua a chiedere spiegazioni. Nessuno dei suoi genitori ammette di non essere il suo genitore biologico. Eppure lei non ha foto di quando è neonata. I loro album di famiglia partono da quando lei ha almeno due anni. Gli anni passano. I suoi genitori invecchiano. Alla morte del padre, la mamma Marisa vacilla: sì, è vero, Pia è stata adottata. Ma non saprà più nulla. Ormai Pia ha deciso: vuole conoscere sua madre, sapere chi sia. Certo, ormai ha cinquant’anni e la sua madre biologica potrebbe essere molto anziana. Al suo fianco avrà due amiche fidate, tutta la tenacia del mondo, un pizzico di coraggio – perché la verità è sempre difficile da gestire – e tanta pazienza nel rispettare le norme burocratiche a cui andrà incontro…

Il terzo padre è stato candidato al Premio Strega 2018 ed è l’ultimo lavoro di Mario Collarile, classe 1937, avvocato cassazionista e docente universitario di Diritto sportivo. Il romanzo è corposo, inteso. Raccontare la storia di Pia, la sua ricerca delle origini, è raccontare un pezzo di storia italiana: quello dei bimbi che sono stati accolti negli orfanotrofi nella prima metà del Novecento. Al dramma esistenziale della protagonista, che compie un percorso faticoso e tormentato alla ricerca di sua madre, si somma il dover affrontare le norme vigenti cinquant’anni prima, la totale mancanza di trasparenza nella documentazione, la censura dei nomi delle mamme che hanno scelto di lasciare i loro figli presso gli istituti atti ad accoglierli. Collarile, da buon avvocato, ci spiega in maniera didascalica la normativa vigente all’inizio del Novecento, soffermandosi a spiegare al lettore alcuni cavilli legali. Questo rende da un lato la storia di Pia più vera, dall’altro appesantisce la lettura rendendola in alcuni punti molto lenta e farraginosa. Il terzo padre è un romanzo interessante, attraverso l’esperienza della protagonista conosciamo un mondo a noi sconosciuto: quello delle donne e degli uomini che vogliono ritrovare i loro veri genitori. Pia, la protagonista, è tormentata: non vorrebbe ferire i genitori adottivi ma vuole conoscere sua madre. Non sarà facile, non lo è mai. E non ci sarà un lieto fine ad attenderla: la vita non sempre ci regala degli “happy ending”. Un romanzo importante, la storia di Pia ci coinvolge, ci commuove e, a volte, ci strappa un sorriso.



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