Il tiranno

Il tiranno
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Il tiranno attende con trepidazione la donna che ama, la bella Raminga Guidati, ma non può abbassare la guardia e decide di nascondere nella tasca della giacca un pugnale. Il timore di subire un attentato lo ossessiona fino al punto di avvelenare il suo animo. Lei entra e per alcuni attimi prevalgono i loro istinti, che li spingono a scoprirsi irresistibilmente attratti a livello fisico, poi la diversità sociale li allontana ancora. Raminga non vorrebbe perdonare il duca Alessandro di aver tradito suo fratello dopo avergli offerto collaborazione per spodestare dal potere la crudele madre, ma lui sostiene di non aver mai rinnegato la sua fedeltà. A tradire i congiurati è stato il prete confessore del palazzo. Con la scomparsa della duchessa il tiranno ha ereditato il potere ed è stato costretto a difendersi, consapevole di quanto il popolo lo odi perché si aspetta che non sia da meno dei suoi avi nella crudeltà. Raminga chiede al duca di abdicare, spera di convincerlo a seguirla, non è meno coraggiosa di Lea attrice teatrale al culmine della carriera che rimane profondamente amareggiata dalla decisione del regista Viktor, il suo amante, di sposare un’altra donna per interesse economico. Lui è un opportunista, vorrebbe celebrare un matrimonio di facciata per poi proseguire in segreto la loro storia d’amore e chiede a Lea di recitare con il suo solito entusiasmo, malgrado soffra per la notizia che ha appreso. Ma è proprio sul palcoscenico che l’attrice si vendica dell’affronto subito…

Fratello meno fortunato nella gloria letteraria di Thomas Mann, Heinrich Mann ebbe frequenti contatti con il teatro che condizionarono il suo stile narrativo dovuti al matrimonio con l’attrice Maria Kanova nel 1914, da cui ebbe una figlia. Il racconto Il tiranno è scritto prevalentemente in forma di dialogo, come se fosse un testo teatrale possibile da rappresentare sul palcoscenico. L’altro brano, Scena, è diviso in tre atti, come se fosse una tragedia. Mann celebra l’impegno di Lea nella recitazione per superare il suo dolore, una riflessione sul ruolo dell’interpretazione teatrale che può elevare l’attore da una realtà insoddisfacente, facendogli vivere la vita dei suoi personaggi. Heinrich Mann nei suoi racconti rappresenta il contrasto tra i sessi in una visione maschilista, tipica della cultura del suo tempo. La donna concede il suo amore all’uomo in modo totale, dimenticando ogni risentimento nei suoi confronti, ma lui per non perdere il potere e la posizione sociale la allontana da sé senza rivelare alcun rispetto per i suoi sentimenti. Nelle scelte del duca Alessandro e del regista Viktor emerge il bisogno di sicurezza comune all’uomo di inizio Novecento, messo in crisi dall’avvento della Grande Guerra. Ma attraverso la reazione di Lea l’autore dimostra che la donna può uscire dal ruolo che le è imposto, affermando la propria liberalizzazione emotiva come primo passo per raggiungere l’indipendenza culturale.



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