Il vagabondo

Il vagabondo
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Mulder, agiato signore olandese trasferitosi a Parigi, vive di rendita e di schemi fissi che riempiono le sue giornate. Ama passeggiare tracciando sempre lo stesso percorso, raggiungendo tappe precise, ben vestito, senza la volontà di vedere oltre il suo mondo pulito e ordinato. E’ proprio durante una delle sue solite passeggiate notturne che Mulder incontra un cane, scampato miracolosamente ad un incendio che ha distrutto una casa occupata da clandestini. L’animale sembra, tra tutti i presenti, sceglierlo, saltandogli addosso, aggrappandosi con le unghie al suo bel soprabito, obbligandolo a tenerlo con sé in attesa di ritrovare il proprietario tra i superstiti al rogo. La sua vita subisce così una trasformazione radicale grazie alla convivenza con questo cane, che non ha nome e che lo condurrà quotidianamente a visitare le periferie di Parigi, mostrandogli un mondo di invisibili, emarginati, malaccetti che sopravvivono lontano dagli sfarzi al quale è abituato. Mulder riscopre sentimenti dimenticati da tempo, incontrando lungo la strada personaggi estremi, preti disobbedienti, mendicanti eccentrici, clandestine affascinanti e bambine sfigurate, che lo seguiranno e lo guideranno attraverso le vie di una metropoli dalle mille facce contrapposte, dove violenza, intolleranza e compassione convivono dentro i luoghi più disparati…
Con il tatto, l'umorismo e lo stile delicato tipici degli autori nordici, Adriaan Van Dis ci introduce in un universo costellato da microscopici pianeti che sopravvivono dentro questa metropoli multietnica, che fa da sfondo ideale ad un racconto di questo tipo. E, scandagliando ancora, ci si immerge inaspettatamente in ambienti familiari quasi inconcepibili, eppure graziosamente e sapientemente descritti. Mulder, abituato ad evitare, a guardare altrove, è costretto ad analizzare con gli occhi di un cane la realtà che lo ha sempre circondato e che lui ha sempre ignorato, trovandola brutta, lercia, puzzolente. E mentre il cane tenta di diventare uomo, imparando da Mulder le buone maniere e i profumi più svariati, l’uomo tende a diventare cane, annusando e ululando, ringhiando e cercando tracce sudice, trovandole eccitanti. I ruoli s’invertono, s’invertono gli equilibri, mentre Parigi brucia e la violenza si alimenta da sola, senza motivo. Nel viaggio attraverso gironi miserabili, l’uomo nichilista riscoprirà l’arte del fare bene, del fare del bene agli altri senza tornaconto.

 

 

 

 
 
 
 
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