Il veleno del ragno

Il veleno del ragno
Portland, Oregon. Una serie di morti sospette e agghiaccianti vede impegnati l’ex detective di polizia Brolin e un’investigatrice di New York, Annabel O’Connor. I due si trovano a dover far luce su delitti inspiegabili dai tratti horror. Decessi avvenuti in seguito a quantità ingenti di veleno da morsi di ragno, una donna avvolta in un bozzolo gigante, macabramente impiccata ad un albero, un corpo totalmente svuotato da tutti gli organi, un killer seriale che si firma Aracne e che lascia le impronte digitali di persone scomparse al suo passaggio. Che cosa accomuna questi atroci delitti e quale è il nesso che lega le vittime all’epidemia per morsi da ragno che dilaga in tutta Portland? Quale ragno può, per natura, iniettare così tanto veleno in una sola volta? Apparentemente sembra impossibile, dovrebbe essere una specie ancora non catalogata. Si aprono quindi altre strade, altre ipotesi e le ricerche si fanno febbrili e sempre più complicate...
È un romanzo avvincente, scabroso, da pelle d’oca quello di Chattam, è un susseguirsi di colpi di scena, di descrizioni particolareggiate ed analitiche che tengono la tensione sempre alta e ancora più alta la sensazione di liberazione pensando di non essere tra quelle vittime. Ad essere protagonista indiscusso è, ancora una volta, il Male. Il Male in tutte le sue forme, in tutta la sua mancanza di pietà, nel suo essere così chirurgicamente perfetto, quasi infallibile, impossibile da smascherare. Vittime del Male sono l’animo umano, le nostre paure, la fragilità della vita che può essere spezzata da un momento all’altro e l’imprevedibilità legata alle nostre esistenze. Da brivido. Guardatevi le spalle.

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