Il velo dipinto

Il velo dipinto

Anni Venti. Kitty è una donna altoborghese che ha fatto della frivolezza la sua ragione di vita e, nonostante ciò, decide improvvisamente di sposare Walter Fane, innamorato perso di lei. Kitty in realtà non prova alcun sentimento per Walter, anzi lo disprezza: diventa sua moglie solo per non deludere sua madre che non vuole più vederla zitella e per non essere da meno a sua sorella, che anche se più giovane, è già fidanzata. L’indifferenza della donna nei confronti di suo marito è talmente evidente che lo stesso Walter non può fare a meno di accorgersene. L’uomo, di animo gentile, accoglie la sofferenza e decide di continuare comunque ad amare sua moglie, facendosi bastare il suo affetto per lei. La coppia si trasferisce in Cina, dove Kitty si innamora di Charlie Townsend, a sua volta sposato, intrecciando con lui una relazione segreta. Walter scopre ben presto la tresca e anziché chiedere il divorzio per adulterio si rende disponibile a concederlo a sua moglie, a patto che Charlie divorzi a sua volta dalla sua consorte per sposare Kitty e che soprattutto sia sincero con lei spiegandole i reali motivi. Se Charlie non fa questo passo, Kitty dovrà seguirlo in un villaggio colpito da epidemia, dove Walter si sta recando in qualità di medico batteriologo. L’amore tra Kitty e Charlie, in realtà, si rivela effimero, per cui alla donna non rimane che seguire suo marito nel villaggio della morte, Mei-Tan-Fu. Un viaggio che per Kitty non sarà solo un luogo fisico, ma si rivelerà anche un luogo dell’anima, la tappa decisiva di un percorso di crescita personale e spirituale…

Kitty, una donna che mostra suo malgrado i suoi svariati volti in un percorso tutto in salita che la vede trasformarsi da ragazzina viziata e frivola in una persona consapevole e matura. Di mezzo c’è un cammino duro, colmo di sofferenza e solitudine, creato da una sorta di punizione e purificazione interiore. L’aspetto psicologico e morale è uno degli elementi più potenti del romanzo: nulla sembra scalfire Kitty, ma la ferita lasciata dalla relazione extraconiugale non si rimargina ed è proprio da quel dolore che la donna riparte. Una strada irta di difficoltà, che le fa conoscere la redenzione e il perdono. Un amore toccante, quello che la donna ormai diversa e matura si appresta a vivere: un amore che non nasce da un colpo di fulmine, bensì dalla conoscenza, dalla remissione e dal viversi. William Somerseth Maugham, con il suo stile semplice nella sua eleganza, descrive magistralmente i luoghi in cui la narrazione è ambientata: la Hong Kong con le sue feste e i suoi intrattenimenti civettuoli e una Cina dove spadroneggiano paura, miseria e malattie. In questa Cina oscura e miserevole, malata e disagiata, Kitty diventa donna consapevole, assaporando la positività dell’amore e della vita e togliendosi così definitivamente quel velo dipinto. Sembra, infatti, che un sonetto di Percy Bisshe Shelley abbia ispirato il titolo del libro. Cos’è il velo dipinto? Potrebbe essere il simbolo dell’onore perduto, oppure secondo altri un’illusione in cui ogni persona vive. Che sia una cosa o l’altra, Kitty desidera toglierlo, cercando di vivere l’essenza della vita.



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