Il verbale

Il verbale
Un uomo di nome Adam si introduce in una casa vuota di una località balneare della Costa Azzurra: è evaso da una clinica psichiatrica? E' un disertore? Non lo sappiamo. Adam si lascia vivere con indolenza finché un giorno non incontra sulla spiaggia una ragazza di nome Michèle, che dapprima ne è spaventata, ma subito dopo irresistibilmente attratta. E' l'inizio di una storia d'amore contorta e di vicende oscure che Adam annota minuziosamente su un taccuino, come se redigesse un verbale...
Nel 1963 uno studente di Nizza invia un suo manoscritto all'editrice Gallimard. Quel piccolo romanzo d'esordio diventa in breve un caso letterario, perde il Premio Goncourt per un solo voto, ma si aggiudica il prestigioso premio Théophraste Renaudot e proietta il giovanotto di belle speranze, al secolo JGM Le Clèzio, nell'empireo dei grandi scrittori francesi a soli 23 anni. Testo elegante come un film nouvelle vague, post-moderno nel suo bianco e nero stilizzato, Il verbale è il diario di viaggio esistenzialista di una realtà instabile, che non può più essere narrata in modo lineare. E' la ricerca di un senso, e al tempo stesso l'abdicazione della ricerca di un senso: "Non abbiamo più la presunzione di credere, come faceva Sartre, che un romanzo può cambiare il mondo", ha dichiarato Le Clèzio in una intervista. "Oggi gli scrittori possono solo limitarsi a registrare la loro impotenza. La letteratura moderna è la letteratura della disperazione".

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER