Il viaggio di Tuf

Il viaggio di Tuf

In un futuro lontano, un gruppo di persone si appresta a compiere un difficile viaggio nello spazio per recuperare la famigerata “stella del morbo”, che non è un corpo celeste – come pensano i più – ma una nave inseminante per la guerra biologica del Corpo Genieri Ecologici abbandonata alla deriva nello spazio più cupo. Per arrivare a destinazione ingaggiano un mercante indipendente: Haviland Tuf, che accetta di far salire la combriccola a bordo della sua “Cornucopia di eccellenti merci a basso prezzo”. L’avventura si rivela mortale per tutti e l’unico sopravvissuto a bordo della nave inseminante – ribattezzata Arca – è proprio Tuf, che decide di trasferirsi stabilmente lì assieme ai suoi gatti e di imparare quanto più possibile dalla meravigliosa tecnologia dell’Arca....

Tuf è un viaggiatore galattico sui generis: obeso, ama il buon cibo – rigorosamente vegetariano -  e la birra, adora i suoi gatti – ai quali ha dato nomi singolari come Caos e Sciagura – e non sopporta tanto facilmente la compagnia degli altri esseri umani. I racconti di questa raccolta apparvero già negli anni Ottanta in diverse sedi, comprese alcune riviste, e vennero poi riunificati nell’unico volume Tuf Voyaging, tradotto in Italia solo nel 2013. Eppure, nonostante siano datate, le sette storie che hanno tutte per protagonista questo improbabile viaggiatore stellare trattano temi ancora attuali: dall’ecologia alla crescita demografica, dalle biotecnologie alla clonazione, dall’ingegneria genetica all’etica. Tuf non trova sempre contraccambiate le sue buone intenzioni: i vertici di S’uthlam tentano più volte di sottrargli l’Arca, anche con la forza. Eppure Tuf aiuta ugualmente la popolazione in difficoltà. Grazie alla sua nave inseminante – che forse non a caso porta un nome biblico, non l’unico nel testo – elargisce un cereale in grado di crescere nel gelo della tundra, degli animali geneticamente modificati, ben settantanove nuove varietà di funghi commestibili e – da ultimo – persino la manna, autopromovendosi così alla “gravosa professione” di divinità. Ironico e profetico: Il viaggio di Tuf ci lascia con il sorriso sulle labbra, ma con inquietanti domande sul nostro futuro prossimo (o è già realtà?).



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