Il volo

Il volo
Nel 1995 uno sconosciuto abborda in metropolitana il giornalista Horacio Verbitsky chiedendogli di parlare di quanto accaduto all'ESMA, la scuola di meccanica della Marina Militare argentina nella quale durante il regime militare di Jorge Videla tra il 1976 e il 1983 sono state interrogate, torturate e uccise moltissime persone accusate di attività sovversive. La prima impressione di Verbitsky è che si tratti di un sequestrato che vuole raccontare la sua esperienza, ma non è esatto: si tratta di un rappresentante della Marina che era in servizio all'ESMA in quel periodo, un freddo testimone di quanto accaduto ai cosiddetti desaparecidos. Per la prima volta un'orribile verità, peggiore di tutte le più terribili fantasie emerge: moltissi prigionieri, dopo essere stati interrogati e torturati, sono stati narcotizzati, caricati su un aereo, spogliati meticolosamente e gettati uno per volta, ancora vivi, nel bel mezzo dell'oceano...
Il volo è il racconto della denuncia effettuata da Adolfo Scilingo, capitano di corvetta della Marina argentina durante la dittatura di Jorge Videla direttamente al registratore di Horacio Verbitsky. Questa lunghissima intervista ha rappresentato una svolta nella storia del Paese sudamericano e del mondo intero, ha permesso di riaprire processi, ha fatto ritirare a furor di popolo leggi che garantivano l'impunità ai carnefici e soprattutto toglievano ogni speranza di verità e giustizia alle vittime e ai loro familiari. Si tratta di un libro che però non è solo denuncia, indignazione o dolore: è anche una prova, una prova legale, e come tale è stato utilizzato nel processo contro lo stesso Scilingo il quale è stato riconosciuto colpevole e condannato a 640 anni di carcere. Anche grazie a Il volo, nel 2005 la Corte Suprema di giustizia argentina ha dichiarato incostituzionale le leggi del "Punto di finale" e di "Obbedienza dovuta", che annullavano la responsabilità dei militari carnefici in quanto sottoposti che obbedivano ad ordini superiori. Ad oggi sono almeno 170 i militari e i poliziotti agli arresti in attesa di processo, e migliaia le famiglie che ancora possono sperare almeno in una parvenza di giustizia. Cosa altro chiedere ad un libro e a un giornalista?

 

 

 

 
 
 
 
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