Imperdonabile

Imperdonabile
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Gigi Boudakian gli sta urlando contro tutto il suo odio e il negare non fa che aumentare la sua rabbia. Keir Sarafian la ama e non potrebbe essere diversamente: i bravi ragazzi sono capaci di amare. Ma odia quando la gente che ama gli grida contro. Keir ha bisogno di raccontare la sua verità. Che spesso non coincide con quello che viene raccontato dagli altri. Ma i bravi ragazzi piacciono proprio a tutti ed è esattamente questo quello che Keir desidera: piacere a tutti. Durante una partita di football dà un colpo terribile ad un giocatore avversario, tanto forte da meritarsi il soprannome di “killer”. Non è colpa sua: i bravi ragazzi non si comportano così. La foga del gioco, le regole e la pressione psicologica lo hanno trascinato in quella situazione. Non resta che buttarsi quel ricordo alle spalle e andare avanti. Ora che ha avuto una borsa di studio per il college, le cose sembrano andare per il verso giusto. Al ballo di fine anno Keir ci va con Gigi e la serata sembra perfetta. Unico neo: Gigi è fidanzata con il suo amico Carl, lontano chissà dove. Keir è ubriaco fradicio, ma attento e premuroso. Esattamente come fanno i bravi ragazzi. Allora perché Gigi continua a ripetergli di avergli detto “no”? Keir cerca di ricordare, a modo suo, cosa è accaduto durante la notte…

Keir Sarafian è un personaggio che “urta”: insopportabile, mistificatore, superficiale, estremamente indulgente con se stesso e irresponsabile. La frase che ricorre più spesso nel romanzo è “Non è colpa mia”. Un flusso di coscienza che si snoda attraverso numerosi flashback, con uno stile essenziale e realistico, difficile da sopportare ma altrettanto difficile da mollare. Pubblicato in America circa dieci anni fa e finalista al National Book Award, Imperdonabile è un romanzo snello nella struttura ma possente nella trama, attuale anche oggi in Italia. Provocatorio e ricco di spunti di riflessione, tratta un tema scottante ed importante, lo stupro, da un punto di vista inedito: quello del violentatore. Sottolineando l’importanza di piccoli segnali che, troppo spesso, vengono sottovalutati: atti di bullismo e violenza veri e propri vengono letti (dal protagonista) come semplici bravate, sminuendone la portata. Quante agenzie educative, oggi, dimostrano di avere lo stesso approccio di Keir? Imperdonabile è sì l’atteggiamento violento del protagonista, ma altrettanto lo è quello di chi non presta attenzione, non si interroga, giustifica qualunque comportamento in nome di una visione egocentrica della società. Meditate gente, meditate…



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