Indagine sull’Aldilà

Indagine sull’Aldilà
“Prima di chiedersi cosa ci sia dopo la morte, bisognerebbe capire cosa c’è prima” è un punto di partenza per uniformarci al significato della parola vita. Altre dimensioni, come anche ad esempio le NDE (Esperienze di pre-morte) sono negate dalla medicina e considerate come disagi, stati alterati dovuti probabilmente a sostanze chimiche che emette il cervello in taluni casi di forte stress (come un trauma). E poi ancora spettri, chiamati perlopiù fantasmi, o ancora, suoni e voci rilevati con sofisticati strumenti riascoltando registrazioni di un apparente silenzio. Quindi il dubbio che le cose impossibili siano frutto di temuti imbrogli aleggia tutt’intorno, e viene ricordato cosa sosteneva Carl Gustav Jung: “Non commetterò il tipico errore di considerare una frode tutto ciò che non sono in grado si spiegare”. L’invito  quindi a riflettere sulla Non Località, una recente scoperta della scienza che ha lasciato stupefatti anche i più scettici: “ [..] Come se dessimo un calcio a una grossa trottola e quella si dividesse in due trottoline più piccole, una che ruota in un senso e l’altra nell’altro. Bene, a questo punto immaginiamo di seguire una delle due trottoline, diamole un calcio, che le fa invertire il senso di rotazione: in quello stesso momento la trottolina che era andata nell’altro senso inverte anch’essa il suo senso di rotazione, senza che noi facciamo nulla”. Nulla, s’intende, se non restare a bocca aperta…
Ade Capone, giornalista e sceneggiatore, è autore del programma televisivo di Italia1 “Mistero”, e anche per ragioni non professionali si occupa da sempre di enigmi, esoterismo, paranormale. Con ragione, qui Capone si pone e pone molte domande nella stesura del libro, e lo fa con semplicità, tanto da far sembrare normali i più astrusi interrogativi. Non narra semplicemente una storia, non scrive una puntata di un format tv auspicandosi abbia successo, ma lui stesso frequenta psicoterapeuti che lavorano con l’ipnosi regressiva, è amico di chi ascolta i suoni per riceverne messaggi. Si tuffa con una grande passione tra i quesiti che da sempre smuovono gli animi, e culmina parlando di un professore di neurofisiologia americano che afferma di aver assaggiato la vita oltre la vita. In poche parole vive tra i due mondi: quello normale (si intende tangibile) e quello para-normale (e si intende che nessuna scienza ancora lo ha tradotto con una formula in parte matematica). Ma che dir se ne voglia, è insito nell’essere umano restare sì aggrappati al certo, per sicurezza, ma cogli occhi volti al nuovo, all’ignoto. Ricordi che ci sovvengono, che poi non sono ricordi perché non abbiamo mai vissuto quell’esperienza che stiamo commemorando. Ci ritroviamo talvolta come se vedessimo dei noi stessi da sopra, mentre facciamo qualcosa o diciamo qualcosa; hanno trovato per il momento un nome: déjà-vu e non una spiegazione logica tanto attesa. Innegabile che tentando qualche balzo si scopre ogni giorno un pezzo del mondo che vive dentro di noi, oltre la vita ma entro la vita. Giri di parole nebulosi ma dobbiamo tenere a mente ogni giorno, sempre, di un certo Galileo da Pisa, eretico, che ha rischiato il carcere per aver mormorato, riferendosi alla terra: “Eppur si muove!”.  

 

 

 
 
 
 
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