Indagini incrociate

Indagini incrociate
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Edimburgo, “Knoxland”. L’agente John Rebus, recentemente trasferito alla stazione di polizia di Gayfield, si trova ora nel quartiere popolare della città. Non è la sua zona di competenza, ma comunque un aiuto può sempre essere utile: è stato ucciso un immigrato – in quel sobborgo ce ne sono numerosi –, un curdo, con circa dodici coltellate. Quasi sicuramente si tratta di un omicidio a sfondo razziale (gli abitanti dei Knoxland sono decisamente “patriottici”) ma non bisogna mai dare nulla per scontato. Edimburgo, stazione di polizia di Gayfield. Siobhan Clarke, collega di Rebus, è stata anch’essa trasferita da poco qui, dove non c’è mai nulla da fare. L’arrivo di John e Alice Jardine le ravviva un poco la giornata: hanno perso una figlia, Tracy, perché suicidatasi dopo essere stata stuprata da Donny Cruikshank. Ed ora sono in ansia per Ishbel. È scappata di casa e non si sa che fine abbia fatto. Nel tardo pomeriggio John e Siobhan s'incontrano all’Ox – Oxford Pub – per bere una pinta. Si stanno raccontando le rispettive giornate quando il telefono di Rebus squilla. Sono stati trovati due scheletri in un locale a Fleshmarket Close, ed a quanto pare tocca a loro andare a fare un sopralluogo...

Questo libro è uscito in lingua originale nel 2004. Perché è un particolare decisivo? Perché il tema portante della narrazione è il problema immigrazione. E nel 2004 non c’era ancora la crisi dei migranti. Magari qualche avvisaglia, ma non la crisi profonda che stiamo vivendo in questi mesi. Allora Ian Rankin ci ha visto lungo, oppure è stato solo “fortunato”. Ha immaginato le possibili reazioni degli scozzesi – sia pro che contro – ad una situazione di emergenza, le ha rese elementi non secondari. Dal traffico di clandestini fino a Whitemire, dove gli immigrati sono trattenuti in attesa di essere rispediti a casa. Continuo a ripetere: 2004. Quello che accade in questo libro accade quotidianamente in Europa, in Italia, sulle coste del Mediterraneo. Non sarebbe male per nessuno dare una letta a queste pagine. Sono analizzate, attraverso la voce di diversi personaggi, le posizioni, i guadagni e gli affari sporchi che possono derivare da situazioni come queste: i pro, gli sfegatati nazionalisti, chi opera a fin di bene, chi crede nei migranti, chi li sfrutta e basta. 2004, ripeto, 2004. Quasi tredici anni fa. Per quanto riguarda il libro e l’autore in senso stretto, Indagini incrociate è il più classico dei gialli/noir che sviluppa parallelamente diverse storie per poi farle incrociare – il titolo docet – proprio sul finale. Cattura in buona parte l’attenzione del lettore, lo appassiona e lo fa ragionare sullo svolgimento, ovvero tiene attiva la mente. Ma non c’è da sorprendersi: è “soltanto” il quindicesimo – e non ultimo – libro della saga di Rebus. Ormai Rankin è un veterano ed ha imparato tutte le tecniche del mestiere. Per l’autore scozzese non è necessario spendere parole. Per lui parlano i premi vinti: tanti, davvero tanti, tra i quali si annoverano un Gold Dagger Award (miglior romanzo giallo dell’anno in Gran Bretagna), un Edgar Allan Poe Award (assegnato dall’organizzazione Mystery Awards of America) ed un Cartier Diamond Dagger alla carriera, assegnato “a chi contribuisce in modo significativo alla letteratura di genere giallo”. Non male, direi.



 

 

 

 
 
 
 

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