Inghilterra, mia Inghilterra

Inghilterra, mia Inghilterra
È al limitare del prato, al di là del piccolo ruscello che corre in fondo al giardino, placido nel suo letto, un avvallamento nel terreno. Sta lavorando. Sta allungando il sentiero. Dal ponte di tavole fino, per l’appunto, al prato. Ha tagliato le felci e l’erba folta. Il suolo, grigio e secco, ora è messo a nudo. Il sentiero però lo preoccupa un po’. Non riesce a farlo dritto. Per questo motivo, tra le sue sopracciglia, che gli bordano gli occhi, acuti e azzurri, quasi da vichingo, chi lo vedesse dall’esterno potrebbe notare formarsi una ruga. Ha sistemato i bastoni, e tra i grandi pini ha preso per bene le misure, eppure gli sembra che tutto stia andando storto…
La festa appena cominciata / È già finita./ Il cielo non è più con noi./ Il nostro amore era l'invidia di chi è solo./ Era il mio orgoglio la tua allegria. Canzone per te, Sergio Endrigo, millenovecentosessantotto, Festival di Sanremo. Cosa c’entra Endrigo con Lawrence? C’entra, c’entra. È una questione di atmosfera. Cosa racconta Endrigo? Un disfacimento. Cronaca di un disamore, per citare Cotroneo e il suo bellissimo libro. Cosa racconta Lawrence? Un disfacimento. L’Inghilterra dei campi fioriti e verdi cede il posto alla devastazione della Prima Guerra mondiale. Un uomo in crisi, un mondo che crolla, una prosa formidabile ed emozionante.

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